Prontuario di sopravvivenza per affrontare la bella stagione, o Neronda in primavera

scritto da neronda il martedì, 27 febbraio 2007,12:25

Che io lo voglia o no è primavera. Non sono stata interpellata dalle lame di sole che quest'oggi mi hanno trafitta come San Sebastiano (mmh, Sebastiano, proprio un bel nome ....). Né dal cielo blu plastificato che si è d'improvviso issato lassù stamattina, e che da lì mi guarda con una certa aria di sfida e di superiorità (in parte giustificata, via....).

Tutto questo fiorire e sbocciare e cinguettare e profumare e rinverdire mi crea un certo disagio. Pare implicare analoghe attività anche nel mio sistema. Pare incitare a pulizie di primavera e generali operazioni di smobilitamento delle fortificazioni invernali.

Quest'anno mi coglie alla sprovvista. Non sono pronta.

Affrontare la nuova stagione ha sempre implicato per me :

- gioire trepidante del risveglio della natura

- sostituire il rossetto col lucidalabbra e il fondotinta con la cipria

-progettare di tagliarmi i capelli e poi regolarmente non farlo

-entrare in subbuglio ormonale e cercare un malcapitato su cui sfogarlo

-aggiungere una certa baldanza saltellante al mio incedere

Ma quest'anno non sono pronta. Si rende necessaria così l'attuazione di un piano B, dato che non me la sento di trasformarmi in una ninfa dei boschi.

Piano B

-ricoprirmi di protezione solare fattore 50 su ogni parte del corpo esposta

-preventivare l'acquisto di un parasole

- paludarmi dietro sciccosissimi megaocchiali da sole in stile Chanel- Callas

- ostinarmi a dormire sotto il piumone anche se al mattino ce l'ho incollato addosso come la Sindone

- iniziare a prendere atto che è estate ( ho bisogno di tempo per accettarlo, e poi si sa, le mezze stagioni non son persone serie)

- iniziare lentamente le pratiche di disgelo emotivo, con somma cautela che sul ghiaccio si scivola

BUONA PRIMAVERA A TUTTI VOI, MIEI SOLERTI LETTORI !!!!

              

categoria: come si fa, gestione emotiva
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Il meraviglioso mondo dell'Yi Jing o Come si fa a tollerare i cambiamenti.

scritto da neronda il domenica, 25 febbraio 2007,21:21

I meccanismi proiettivi sono molto cinesi, pare. A detta di questi studiosi che  parlano come documentaristi di Quark, la  mente cinese agisce per lo più per associazione di idee. Quindi anche per metafore. E proiezioni.

Jung ha sottolineato come la principale differenza tra la cosmologia cinese e quella occidentale sia che l'occidentale dà rilievo alla causalità, mentre quella cinese della casualità se ne sbatte.

Alla mente cinese interessa la SINCRONICITA'. Il modo in cui avvenimenti apparentemente casuali si concatenano insieme a formare un tutto. Il modo in cui da elementi casuali diventino tasselli indispensabili di questo tutto.

L' Yi Jing, o Libro dei mutamenti è proprio questo. Uno strumento per gestire la molteplicità del reale nel suo aspetto più tipico. Il MUTAMENTO. Il cambiamento continuo. Niente è più facile che si verifichino cambiamenti. Significativo è che in cinese cambiamento si dica yì, e facile "rong yì",con lo stesso carattere di "cambiamento".

Cambiare è facile. Sono, in qualche modo, sinonimi....

E' evidente però che se cambiare riesce facile a un albero magari non altrettanto lo è per un uomo. Da questa esigenza di una guida per il cambiamento nasce l'Yi Jing. Un oracolo, un testo di antropologia, un trattato naturalistico e.... un trattato di matematica.

Leibnitz, nel Diciottesimo secolo, ha ipotizzato l'utilità di una matematica a base binaria anzichè decimale.

CASUALMENTE, mentre portatava avanti i suoi studi, un suo amico missionario in Cina, tale Buvet, gli fece notare che una matematica binaria esisteva già. Altro non era che la chiave dell' Yi jing.

LEGGETE QUI ( si, questo è un link ).

L'Yi Jing è una trasposizione volutamente matematica di situazioni reali in formule aritmetiche o si è trattatosolo di una .... COINCIDENZA ?!

E' dunque possibile tradurre il proprio dilemma in un'espressione matematica?! E, se sei bravo a fare i conti, trovare pure la soluzione?!

Io e la matematica siamo acerrimi nemici. Da anni. Questo non mi impedisce però di essere terribilmente affascinata da questa cosa. Gli esagrammi dell'Yi Jing non sarebbero che .... numeri?! Operazioni matematiche,espressioni che sintetizzano matematicamente le situazioni, metereologiche o umane che siano.... tutto questo è meraviglioso. Il modo in cui in matematico del 18esimo secolo e uno sciamano del 1100 a.C si incontrano , dando origine al sistema numerale attraverso il quele nasce la tecnologia che mi permette di scrivere questo post, per me è magia. Qualunque cosa voglia dire.

Non è meraviglioso e magico il mondo ?! A volte me ne dimentico....

Siano lodate le merci.

scritto da neronda il venerdì, 23 febbraio 2007,12:55

Chiamarlo consumismo è comoda. Fa molto anni Ottanta, tra l'altro, come termine, e sta in pendent col pantacollant che quest' anno è tornato.... però è una semplificazione che non vuole prendere atto della natura dei fatti.

Potete dissociarvi, maschiacci, se volete, perchè in effetti forse il fenomeno di cui sto parlando vi tocca solo marginalmente.

Per quanto mi riguarda il fatto è solo uno. Parlo con i miei vestiti chiedendogli consigli sul look e nei momenti di crisi spirituale non è in chiesa che vado, ma a fare shopping. Anche se sono senza soldi. Mi tuffo in un negozio e provo, provo, provo. Beandomi delle esistenze parallele che mi illudo conducano i diversi riflessi che mi rimanda lo specchio. Che cos'è questo, se non un nuovo culto?! Una nuova idolatria?!

Ho sempre creduto nella religione fai da te e anno dopo anno sono andata costruendo gli elementi del mio personale patchwork spirituale. Qualcosa di simile al Pantheon greco, ma inoltre contempla la reincarnazione, l'animismo e il culto degli oggetti.

Non è consumismo, questo, signori, per nulla. Se così fosse mi riuscirebbe di buttare almeno UN capo di abbigliamento tra quelli acquistati da che ho avuto soldi in tasca. Almeno un jens a zampa. Uno zatterone da Spice Girl. E invece non posso, perchè sono tutti membri della Famiglia. Tutti pezzi dell'Olimpo.

Il mio armadio è un antro infernale e ribollente. Vestirmi è diventato un atto creativo sciamanico che implica la recitazione di formule scaramantiche mentre frugo come in un pentolone alla ricerca di almeno UN capo consono alla stagione corrente. In genere tengo una mano a coprirmi gli occhi, estraggo tre pezzi e poi cerco di comporli in un ensamble coerente. Come con l'I Ching, insomma.

Il mio armadio è un oracolo capriccioso dalle molteplici intepretazioni. E i miei vestiti sono spiriti. Numi tutelari bizzosi che scelgono se valorizzarmi o meno. Ma anche intimi amici che mi  conoscono meglio di chiunque altro. In tutte le mie smagliature, i miei punti nere, le mie tette-culo-fianchi, la mia ricrescita pro ceretta o propter pigrizia.

" La verità è che la gente sarebbe molto più felice se parlasse più spesso con i suoi vestiti. Gli abiti hanno un sacco da dire. (...) I miei vestiti mi conoscono da cima a fondo. (....) c'è tutta una storia tra me  e i miei vestiti, e una ragazza non può voltare le spalle a tutto questo."  

( "Favolose nullità", Lee Tulloch, o anche nella mia tesi di laurea, pagina 81.... )

                                           

                                         

Perciò benvenuto tra noi meraviglioso vestito bianco di pizzo pescato a caso su una bancarella e miracolosamente calzante a pennello. Possa tu essermi di buon auspicio e guidarmi intrepida nelle mie più mirabolanti vicissitudini.... e farmi sentire shiny and new like a virgin....

Perdindirindina....

scritto da neronda il mercoledì, 21 febbraio 2007,17:25

Magari vi illuderete che io scriva sulla caduta del Governo.... e invece no.

Volevo mettervi a parte del fatto che mi sono appena arrivati a tesserarsi due bambini : TIGLIO e GINESTRA. Per davvero. Giuro.

Ma bene.... adesso siamo in una fiaba dei fratelli Grimm....

.... poi dicono che non ho il senso della realtà.

La fine del teatro e del take away cinese.

scritto da neronda il martedì, 20 febbraio 2007,10:47

Con l'ultimo post volevo inaugurare una serie nuova. In fondo facendo l'assistente di sala vedi un sacco di spettacoli e hai l'occasione di farti un'idea molto variegata del panorama teatrale italiano contemporaneo....

Purtroppo il mio contratto è scaduto. E non è stato rinnovato. Siamo scaduti e siamo stati rimpiazzati da personale che viene pagato un euro in meno l'ora al massimo. Raus.Niente più sere a teatro.

Il mio ristorante cinese preferito ha chiuso. Era lì da quando sono nata. Era un posto veramnte kitsch, con un quantitativo impressionante di paccottiglia pseudoetnica e una cucina davvero pesante, banco di prova per i succhi gastrici dei miei pretendenti. C'era questa signora cinese grassa come Buddha, sempre lì, uguale, invariata, da farti pensare che  fosse la custode del tempo. E che certe cose non cambieranno mai.

Poi un giorno il tuo contratto scade e il ristorante cinese chiude. Rimani ferma impalata a pensare all'emorragia di cose che stai perdendo vertiginosamente, stordita dalla velocità con cui tutto improvvisamente ha iniziato a muoversi.

Rifletti sul fatto che forse si diventa adulti quando si capisce che le cose non sono un continuum invariato e rassicurante, ma cambiano incessantemente, per davvero e per sempre.

Poi scopri che la signora grassa come Buddha ha aperto un altro ristorante. Giapponese.

E capisci che di fondo, se pur la forma deve cambiare sotto le spinte della realtà cogente, certe cose non cambieranno mai.

Una sera a teatro.

scritto da neronda il sabato, 17 febbraio 2007,10:57

Venghino, siori, venghino.... Lasciate che l'umile Neronda vi scorti tra le meraviglie del teatro d'essai, del teatro d'essai coraggiosamente portato in provincia, lontano dai grandi centri pieni di intellettuali blasé che ormai han visto tutto e non si stupiscono di nulla. No, signori, al modico prezzo di 4 euro e cinquanta cents l'ora la vostra zelante Neronda in divisa da piguino vi scorterà tra le delizie di un autentico teatrino di provincia.

Questa sera si mette in scena la "Tragedia endogonidia". Qui sotto la locandina e alcune scene:

      

    

Lo spettacolo vedrà susseguirsi sulla scena un neonato che gattona, una colf che spazza, un vecchio in bikini che potrebbe essere Dio, un capro tragico simile a Willie Wonka, due inquietanti dame vittoriane, un violentissimo pestaggio a base di salsa di pomodoro,

Il personale di sala è opportunamente informato sulla presenza di un medico di sala presente al teatro a fianco, dove per altro va in scena lo spettacolo di Panariello. "se qualcuno dovesse sentirsi male, fateci uno squillo" .

Entra il pubblico. Fin da ora , tu, maschera vestita da piguino, vedi che ci saranno problemi. La platea infatti è geriatrica, l'eta media oscilla tra i settanta e gli ottanta. Fai accomodare i vegliardi che sicuramente non hanno neanche guardato il titolo dello spettacolo, tanto sono abbonati. "E' qui la tragedia endogena?!". Signora la tragedia endogena è quella che le piglia a lei se mangia pesante, vorresti dire,ma la tua carriera di assistente di sala ti insegna sorridere mitemente.

Entrano le Gemelle Kessler, i tuoi vegliardi preferiti. Una dolce coppia di omosessuali in tutto e per tutto identici tra loro, sull'ottantina. Li fai accomodare prima degli altri, chiedendoti ancora una volta se sia il potere livellatore dell'amore o della vecchiaia a renderli così uguali da sembrare gemelli (ma lo sanno tutti che non lo sono).

Poi li vedi. Una famiglia che sembra uscita da un film di Verdone. La madre, in tuta di acetato viola, peserà duecento chili. Folta chioma rosso sguadrina e profusione di rossetto fucsia sulle labbra, grossi orecchini a cerchio, immancabile cingomma masticata a bocca aperta. La figlia. Duecento chili pure lei. Acne deturpante, sguardo inespressivo da ruminante mentre trascina i piedi al seguito della madre. Il padre. Duecento chili pure lui ma non fai caso a come è vestito, lo choc è ancora troppo forte.Che bello, un quadro di Botero ambulante!!!!

Si siedono. Dopo qualche minuto il padre si alza e ti chiede timidamente: "E' qui lo spettacolo di Panariello?!".

Li guardi andarsene con un pò di nostalgia, già ti mancano.

Lo spettacolo comincia. Tu rimani in piedi di lato, e sarai sempre lì quando metà della platea si alzerà urlando in un turbinio di pelliccie e pappagorgie senili, dirigendosi verso l'uscita, inveendo, mentre sulla scena due carabinieri pestano a manganellate un uomo nudo che si rivolta in una chiazza di salsa di pomodoro e frattaglie di animali, con un sottofondo di rombante musica elettronica.

Apri loro la tenda e sorridi alle loro ingiurie.

Alla fine dello spettacolo, mentre gli spettatori residui escono sbattendo le palpebre come pipistrelli abbagliati, non senza averti regalato uno sguardo di riprovazione, pensi che potrebbe essere l'inizio di una carriera. Il capro espiatorio da teatro d'essai : una figura che permetta, dietro adeguato compenso, allo spettatore frustrato e turbato di trovare soddisfazione prima di andarsene. Un servizio che tutti i teatri dovrebbero offrire.

E' questo il bello del teatro di provincia. Batte sempre strade nuove, anche quando non vuole.

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categoria: bizarre
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La patente.

scritto da neronda il venerdì, 16 febbraio 2007,11:14

Utente : "Mi scusi signorina, dove posso trovare il libro di Pirandello sulla patente?!"

Ok. Il libro di Pirandello sulla patente. Sorridi, fai finta di nulla e arretra lentamente, senza smettere di sorridere. Non contraddirlo, è solo peggio. Cerca di stare calma e appena puoi, imbocca la via di fuga più vicina.

Inizio a pensare che l'Armageddon sia già iniziato e non lo sappiamo.

Quesito.

scritto da neronda il martedì, 13 febbraio 2007,14:23

Ho un quesito per voi:

immaginate di essere affetti da una rara malattia nervosa che fa di voi persone apparentemente normali con una vita normale, ma soggette a sporadiche crisi (della cui natura lascio sbizzarrirsi le vostre fantasie malate).

Durante queste crisi l'unica cosa che vi dà sollievo è parlarne con qualcuno e sfogarvi, tuttavia è stato scientificamente dimostrato che proprio il vostro sfogarvi con altri  vi indebolisce e mette le basi per un insorgere più frequente di nuove crisi durante le quali vorrete sfogarvi mettendo le basi per altre ulteriori crisi....e così via, ad libitum (un pò comke i bubboni della varicella che non bisognerebbe grattare).

Che cosa fate?!Come ne uscite?!

In palio ricchi premi, tra cui:  la batteria di pentole che era in omaggio con la coscienza ma nessuno nessuno l' ha reclamata in tempo, un paio di capezzoli di gomma, una coscienza semiusata e un set completo di traumi infantili retroattivi da regalare ai vostri peggiori nemici.

A chi inventa anche un nome carino per la sindrome un simpatico omaggio!!!!

categoria: cercasi
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Perplessità.

scritto da neronda il lunedì, 12 febbraio 2007,12:07

Sia Lodato il Cielo, il mio Analytics ha ripreso a funzionare. E questo mi porta a delle riflessioni sociologiche di portata non indifferente.

Posso capire che si arrivi al mio blog cercando: " Tutto capezzoli" "tette e capezzoli" " capezzoli tanti tipi", e persino "cavallo cicciolina" o "accoppiamenti coi tarocchi" (MA COME?! EH?! COME?!).

Trovo più inquietante cercare di immaginarmi una persona che cerca su un motore di ricerca : " asilo folletto dormire". Un aiutante di Babbo Natale in trasferta di lavoro in cerca di un hotel per la notte?!

E chi cerca "temo la mia persona"?! Perchè?! Mioddio....

E soprattutto COS'E' la " Sindrome disinibita"?! E non è che magari ce l'ho pure io?! Ma sarà contagiosa?!

Per quanto riguarda l'altro mio blog, è tutto molto più semplice. Ci si arriva comodamente cercando: " topa"  "tutta topa"  "la topa" e "solo topa"....

Io si che sono brava a darmi visibilità....

Vendesi coscienza, cercasi acquirente di buon cuore.

scritto da neronda il sabato, 10 febbraio 2007,14:28

Il fatto di sapere che quello che provo e quello che sento è ( radicalmente ed eticamente e sotto un mucchio di altri aspetti ) sbagliato, non mi fa sentire meglio. E non mi fa neanche smettere di provare/ pensare sbagliato.

Perciò questa coscienza iperzelante mi è inutile,  non fa che farmi star male senza costrutto. La vendo. Chi la vuole se la piglia.

CEDESI COSCIENZA SEMINUOVA MA MOLTO EFFICIENTE SOLO AD AMANTI DEL GENERE E MASOCHISTI IN GENERALE.DETTAGLI DA DEFINIRE. CONTATTARE SOLO SE REALMENTE INTERESSATI. ASTENERSI PERDITEMPO E DIAVOLI, HO DETTO "COSCIENZA", NON "ANIMA".

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