La lingua della donna che viaggiava nel tempo.
"La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo ",di Audrey Niffenegger, il libro che sto leggendo adesso, e ho quasi finito.Comunque ve ne parlerò un pochino, per chi non lo conoscesse.
Il libro è un romanzo che ingannevolmente potrebbe sembrare di fantascienza. In realtà si serve di un espediente tipico delle fantascienza, in questo caso ipotizzare l'esistenza di una forma di epilessia che porti le persone a spostarsi involontariamente nel tempo. Però poi in realtà non è un romanzo di fantascienza. E' una storia d'amore, una biografia e un libro che apre molti interrogativi.
Il protagonista, Henry, è affetto da questa malattia che fa sì che lui viaggi nel tempo, a volte per mezz' ora, altre volte per giorni, senza potersi fermare o controllare. Si materializza nudo nella sua infanzia, o in quella di sua moglie, e parla con il sé stesso bambino, o sua moglie bambina, o sua figlia non ancora nata.
Il libro racconta la storia di un uomo che viaggia nel tempo, ma anche di una donna che a sei anni conosce quello che sarà suo marito. Sì, perché ai personaggi del libro è dato di conoscere il futuro, ma non di cambiarlo, cosa che a volte li rende dolorosamente impotenti. Il giovane Henry vede la madre morire quando lui ha sei anni, e spesso viaggia nel tempo fino a quel giorno senza riuscire a cambiare nulla. il futuro è già successo prima che i personaggi lo vivano insieme, e il presente si adegua di conseguenza. Il libro è una celata riflessione sul destino e sul libero arbitrio.
Questo vale però anche per le cose belle. Trovandosi in pericolo Henry non ha mai paura, perché è certo di vivere fino a 42 anni. Lui e Clare SANNO di essere destinati l'uno all' altro, e vincono alla lotteria in modo che lei possa fare sculture e non lavorare.
Il libro è pervaso da un senso di quieta ineluttabilità, che tuttavia non dà nessuna angoscia al lettore, ma una sensazione quasi rassicurante.
La suspence e l'azione sono quasi assenti, quella che viene descritta è la vita di questa famiglia che convive con questa "malattia". E' un libro molto bello e pieno di spunti di riflessione, e lo consiglio a chi ancora non l'ha letto.
Perché questo post si intitola "La lingua della donna che viaggiava nel tempo"?!
Perché a volte mi sento così. Come se avessi viaggiato nel tempo, e ne conservassi una qualche istintuale, remota memoria.
Quando la lingua batte il cervello, è perché la lingua SA, mentre il cervello ha dimenticato.
Sa che quello che sta per succedere è già successo, o deve succedere. Non trovo altra spiegazione a questo ripetuto e sessuoso addormentarsi della mia razionalità. Spero solo che tutto questo porti a qualcosa di piacevole, o quantomeno ad essere abbastanza allenata a rialzarmi, come lo è Henry a trovare vestiti e cibo tutte le volte che compare affamato e nudo in un'altra epoca.....
commenti: commenti (12)(popup) | commenti (12)






