Transazioni virtuose e l'arte di non perdere l'equilibrio.

scritto da neronda il sabato, 30 giugno 2007,21:16

Dopo aver dato a Dorothy ciò che è di Dorothy, questa sera dedico il mio momento blog al lavoro. Perché è solo quello che faccio, in questi giorni.

Mi sono sempre definita "felicemente sfruttata". Ho sempre pensato di essermi costruita la mia piccola nicchia al riparo dalle orride storie di precariato e sfruttamento che girano. Non che io non sia precaria. E sfruttata. Non che mi paghino le malattie. Non che io sia assunta anche se sono qui da tre anni.

Però vedete, io qui mi sento a casa. E a mia volta sfrutto quello che questo lavoro può darmi. Sono sempre in mezzo ai libri e alle persone, e alle persone a contatto con i libri. Conosco i titoli più incredibili, mi porto a casa vagonate di testi, studio le letture delle persone, e a volte consiglio loro i libri e ogni tanto combino storie d'amore tra lettori e romanzi. E vengo ringraziata. E tutto questo è molto bello. E' quello che fin da piccola volevo fare. E mi rende serena.

Ma.

Quando un part time diventa un full time senza che sia tu a volerlo. Quando sei tu, lavoratrice a progetto a dover gestire il personale che lavora con te, seguire le loro esigenze e organizzare i turni di tutti SENZA ESSERE PAGATA per questo.

Quando a un concerto ci sono membri della Commissione europea e il giornalista cerca un responsabile dell'evento da intervistare, e l'unico "responsabile" sei tu.

Quando anche a casa pensi sempre al lavoro e ti preoccupi e non riesci a scenderti il peso dalle spalle.

Ti senti pesante. Guardi il quaderno di cinese cui non metti più mano da un mese. La pancetta che ti cresce. E lo stipendio no.

Questa, signori, è una "transazione virtuosa".

"Transazione virtuosa" è l'espressione coniata da un critico letterario il cui nome mi sfugge ma ve lo saprò dire, per indicare uno scambio.

Il critico si riferiva in particolar modo alla condizione della donna cinese in via di emancipazione. Bisognosa di riscattarsi agli occhi della società. Di riscattare il suo essere donna percepito come colpa e peso offrendo sé stessa, la sua più strenua dedizione a compiti gravosi e spesso di pura rappresentanza, in cambio del sentirsi socialmente accettata. A posto. Perdonata.

Io penso che si tratti di andare oltre l'apparenza. E di transazioni virtuose ce ne sono miliardi tutti i giorni. Uomini o donne non importa. Tutti quelli che si fanno sfruttare senza AVERNE REALMENTE BISOGNO.Senza saper perché lo fanno e perché non riescono a smettere. Stanno effettuando una transazione virtuosa. Stanno chiedendo alla società di riempire il loro senso di inadeguatezza, di farli sentire importanti, utili, indispensabili.

Modificando in questo modo il mercato del lavoro. Se il lavoro diventa fonte di gratificazione e rassicurazinoe, prima che di profitto e sussistenza. Anzi SOLO fonte di gratificazione perché signori, esiste il servizio civile.... allora tra un po' pagheremo per lavorare. Per sentirci leader. Importanti. Indispensabili.

Faccio davvero fatica a dirmi "basta" "non hai bisogno di fare tutte quelle ora, tanto non ti assumeranno e comunque la paga è da fame". Faccio fatica a tornare a casa e vedo che non sono l' unica.

Solo che io mi voglio fermare. A leggere un libro, a curare il mio blog, le mie amicizie, la mia vita. A progettare vie di fuga, altre possibilità professionali.

E se mi fermo mi accorgo, con stupore, che non mi crolla il mondo addosso.

post Post: lo so che il lavoro VERAMENTE  sfruttato è altro, lo so che ci sono cose peggiori del precariato e che ho una casa e soldi da parte e sicurezze che altri non hanno. Però questo è uno sfogo. Perché mi sento congelata, interrotta. Fino a data da destinarsi. Perché mi sento cresciuta, e forzata in una adolescenza coatta. Perché devo cambiare qualcosa ma non necessariamente accollarmi responsabilità che non mi competono. Solo per assolvermi. Per dirmi "si, brava stai facendo abbastanza".

Signori, si dia il via al cazzeggio.

Errata corrige.

scritto da neronda il sabato, 30 giugno 2007,20:48

Ok la vera Dorothy Parker è questa qui:

Scusa Dorothy. E' che sono un po' stressata....

Inoltre volevo aggiungere altre due grandi muse che ho dimenticato nell' impeto :

 La Joan, qui, che tanto fica non era ma prese un' aria da panterona e non si arrese mai davanti a nulla.... pure troppo. E si lo so che picchiava i suoi figli adottivi l' ho visto il film. Ma con il modo in cui era cresciuta, e la vita che aveva fatto resta per me un esempio di riscatto incredibile....

 La Brigitte. Perché è adorabile e fa venire voglia di mangiarla. Perché non è mai volgare e sempre sexy. Perché ha saputo uscire di scena.

 

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Una ragazza ha bisogno di modelli 8: la gallery.

scritto da neronda il martedì, 26 giugno 2007,20:43

Perché sono stanca e non mi va di scrivere. Lo so che è una cosa da adolescente cretina postare le foto senza argomentare. Le spegherò tutte una per una, promesso.(in realtà di alcune ho già parlato).

  

   

e mille altre che ora non mi vengono (l'ultima è Wu Zetian, l'unica donna imperatrice in Cina.... ha regnato nel VII sec d. C, però, e le foto scarseggiavano.... )

Non è solo una questione di estetica, ma di aver fuso ironia e emancipazione e sex appeal senza smettere di divertirsi.... senza farsi vivere dalla vita ma rimanendone le fruitrici.... eallietando inoltre quelle degli altri.

L'amore è come il punto G o Riflessioni riordinando l'armadio.

scritto da neronda il lunedì, 25 giugno 2007,00:28
Di domenica si fanno quelle cose che durante la settimana non si può. Io ho dormito quasi tutto il giorno (e comunque ho ancora sonno).
E poi ho messo in ordine l'armadio. Che non è cosa da poco se si ha un armadio come il mio. Le portiere gemono sotto l'urto dei vestiti, e ogni tanto si aprono e cade giù qualcosa. Quindi s'ha da fare. E si fa.

Dieci anni di shopping, dentro questo armadio, con i miei disegni delle medie sulle portiere. Vestiti improbabili, e davvero mi dispiace, ma vi devo buttare. Ho sempre fatto una fatica incredibile a buttare le cose, avendo come l' impressione che ci fosse attaccato un pezzo della mia vita/ delle mie vite.
Specie i vestiti. Non sono vestiti, sono costumi. Sono la cosa a cui mi sono più aggrappata in questi anni. Per darmi una forma. Un carattere, un contorno. Perchè non ce li ho, e questo mio essere amorfa mi spaventa. Risolvo il tutto in una montagna di vestiti.
Ho vuotato tutti i vestiti sul pavimento. Una montagna di stoffe colorate e nere. Ci affondavo fino alle ginocchia. Ho vuotato tutto. Cassetti, armadio. Tutto per terra.
Ogni capo che prendevo in mano mi regalava un flash. Quella volta che ho forcato la scuola per andare a taccheggiare nei grandi magazzini e sono finita ai giardinetti con una birra in mano (rubata pure quella e a me la birra non piace neanche).
Quella gonna che al mio ex gli faceva cagare perché era colorata e lui si vestiva solo di nero.
I jeans a vita alta mioddio.

Insomma tutto il pomeriggio in mezzo  a questi flash, come la Piccola Fiammiferaia coi cerini....

Riflettevo così sul fatto che dietro ai miei vestiti c'è sempre o quasi il fatto di piacere a un uomo. O di non sapere se gli piaccio e dover far shopping per consolarmi. Di decidere che basta uomini divento lesbica.
E tutti quei vestiti sono come la materializzazione delle fasi che ho attraversato, di quello di cui ero convinta e tutte le volte che ho cambiato idea.
Annusandoli e affondandoci la faccia mi ricordo chi mi piaceva, che tipo di uomo cercavo/ avevo, che tipo di ragazza volevo sembrare.... insomma una montagna di riflessioni sul sesso, e l' amore.

Sapete come la penso sull' amore. Che non ci credo, che è tutta una montatura della cultura occidentale e molto spesso si tratta di una degenerazione di un desiderio frustrato.
Ma non solo.
L' amore, signori, è come il punto G.

L'innamoramento è come l'orgasmo vaginale. Tutte le persone per convenzione danno un nome unico a esperienze totalmente diverse, contrastanti, inconcialibili. Per poterne parlare, per delimitare il fenomeno.
Il punto G è come l'amore. Non si sa se esiste, di preciso, né dove si trova. Ma tutti lo cercano per via delle promesse di godimento/benessere insite nel filone mitologico che lo accompagna.

E' di mitologia che stiamo parlando. Una mitologia buona e volta al miglioramento della qualità               dell' individuo, come tuttte le mitologia erano in origine.
Una mitologia che ha la sua consacrazione letteraria nel " De rerum natura". E' probabilemente  Lucrezio il primo a cercare di sistematizzare l' amore, parlando della sua storia, dei suoi benefici e delle sue degenerazioni in follia passionale. L'amore. Qualcosa di inconfutabile, delimitato e circoscritto. Da Lucrezio in poi.

Per la sistematizzazione del punto G bisogna aspettare gli anni '50 e l'eponimo signor Grafenberg, ma si narrava della sua leggendaria esistenza fin dai tempi più remoti. E' un mito trasversale a oriente e occidente. Come l'amore.
Queste mitologie hanno l'intento di spronare l'ndividuo alla ricerca. Di regalargli delle ambizioni. Di aprirgli degli orizzonti, o di confinarlo nell'eterna insoddisfazione, se utilizzate in modo inappropriato.

Bisogna avere fede nel punto G, signori. Ma non bisogna permettergli di rovinarti la vita. Col suo essere perfetto e irraggiungibile, con le sue promesse di piacere ineguagliabile. Non deve far sbiadire il piacere che abbiamo, ma solo fornirci la spinta per cercare di meglio. Per perfezionarci, forse.

Bisogna avere fede nell'amore, signori. Ma non bisogna permettergli di rovinarti la vita. Col suo essere perfetto e irraggiungibile, con le sue promesse di armonia e intesa ineguagliabile. Non deve far sbiadire la tenerezza e la complicità che abbiamo, ma solo fornirci la spinta per cercare di essere migliori. Per perfezionarci, forse.


Leggendo questo  post un lettore superficiale potrebbe pensare che la sottoscritta non creda nel punto G. O nell' amore. E non li cerchi.

Il fatto è che se poi qualcuno ti trova il punto G, poi cominci a pensare che forse anche  l' amore....

Come sono arguta (ditemi che lo sono vi prego)

scritto da neronda il giovedì, 21 giugno 2007,10:37
Quesito: quanti dipendenti comunali ci vogliono per avvitare una lampadina?!

-Uno che contatti il perito che faccia la ricerca di mercato per valutare il tipo più appropriato da acquistare,

-uno che contatti lo psicologo che coordini i gruppi di studio sul benessere aziendale volti alla selezione della persona che deve uscire a comprare le suddette lampadine,

-uno che esca effettivamente a comprarle,

-uno che contatti il mediatore che segua il processo di selezione della  persona che dovrà salire sulla sedia e cambiare la lampadina,

-un rappresentante che faccia da portavoce per tutti coloro che non sono d'accordo con questa scelta,

 -uno che alla fine avviti la lampadina,

-un rappresentante che si rivolga al sindacato a nome di questa persona che lamenta di essere sottopagata e costretta a rivestire mansioni che esulano dal suo ruolo.

Infine, una mandria di lavoratori a progetto che ricoprano i ruoli dei dipendenti mentre questi discutono QUESTA SPINOSA QUESTIONE.

Simpatico no?! Ah ah....
In una biblioteca di mia conoscenza c'è questa iniziativa estiva di tenere aperto fino alle 23.30 (ovviamente con personale esterno pagato da fame) affinché gli studenti possano continuare a studiare fino a tardi in vista degli esami.
Questa biblioteca ha uno spazioso cortile interno, con tavoli e ombrelloni per studiare, e un espositore di riviste per chi vuole leggere e prendere il fresco.
Solo che.... non ci sono le luci sotto gli ombrelloni.
I nuovi ombrelloni acquistati di recente, oltre che essere leggerissimi, pertanto inclini a volare via col vento, difficilissimi da chiudere perchè necessitano di una manovella (una sola per tutti e quattro) staccabile e custodita in reception ( e l'addetto reception è zoppo) , dicevo questo ombrelloni nuovi, hanno, in luogo di una lampada fissa, una lampadina a pile che va staccata tutte le sere. Funzionale, no?! Tutte le sere da qui al 15 luglio.
Il problema è che queste lampadine vanno comperate.
E nessuno vuole assumersi il gravoso compito. Nessuno dei 200 dipendenti di questa biblioteca vuole farlo, pare.
E nessuno sa chi dovrebbe farlo, ogni persona a cui mi sono rivolta dice che è qualcun' altro a doverlo fare.

E la biblioteca resta al buio....

Postilla all post precedente o Il revisionisrmo è il nuovo must.

scritto da neronda il domenica, 17 giugno 2007,10:53

A cui non metto più mano per amore della sincerità. Però mi rileggo e penso: ma chi cazzo sono?!

Chi cazzo sono per starmene qui a fare la ragioniera dei sentimenti, a fare i conti in tasca a tutti i miei organi e a tirar giù bilanci di ogni sfera emotiva e sessuale della mia vita....

Se la matematica mi fa schifo, perché la eleggo a chiave interpretativa della mia vita?! Perché ragiono come un manager pagato a provvigione?!Perché sono così schifosamente calcolatrice?!

La verità è che è l' uomo a creare i suoi dei. E se la mia fede nella matematica vacilla, forse è un credo inadeguato in questo momento. Forse dovrei convertirmi a qualcos'altro. Tipo credere in me stessa.

La matematica è un' opinione che non condivido.

scritto da neronda il domenica, 17 giugno 2007,09:03

Vi poteva parere che Neronda si mettesse un po' tranquilla, a scrivere i suoi salaci post sui jeans e le opinioni del suo clitoride sui suddetti.... e invece no miei cari, questo blog è sempre all' insegna delle sorprese, e riesce ad  essere noioso lo stesso....

Oggi parleremo di matematica. Io con la matematica c'ho sempre avuto poco a che spartire, ecco. Ringrazio il cielo da quando ho la calcolatrice nel cellulare....

Scopro di questi tempi che la matematica, oltre che essere fastidiosa e perigliosa è anche FALSA.

E' un' opinione. Che non condivido, come titola per l'appunto questo post.

L'opinione altrui è ingannevole nel credere che due mezzi siano uguali a un intero. Non è così, signori, non illudetevi.

1/2 +1/2 non è uguale a 2/2.

Contrariamente a quanto possa sembrare. La matematica è una disciplina molto superficiale, signori, che vende le cose per come dovrebbero essere e non per come in realtà sono. E' una disciplina utopica, e molto democratica, che si fonda sulla presunta omegeneità delle cose in base alla loro esclusiva natura numerica. Molto hippy tutto questo.

Siiii!!!! Elementi del reale, accantoniamo le nostre divergenze ontologiche e morfologiche e siamo tutti fratelli!!!! E sommiamoci, e dividiamoci, e moltiplichiamoci, e sottraiamoci!!!!Una goduriosa partouze algebrica. Deliziosamente promiscua questa matematica.Ti piacerebbe, eh, Neronda?!

1/2 + 1/2 è un'operazione molto incresciosa. Perchè sommare due metà, Neronda, e non cercare direttamente l'intero?! Perché affidarsi alla sorte e sperare che la natura di quei due pezzetti permetta loro di darti, insieme, quello che vuoi?!

Un mezzo pezzo di torta e un mezzo pezzo di focaccia insieme non fanno un pezzo di pizza, e perché dovrebbero?! Con tutte le buone intenzioni che possono avere.

Due uomini sommati non fanno un principe azzurro. Non fanno un amante perfetto e un compagno complice. Fanno una serie infinita di atti ginnici a sfondo sessuale, di potenziali misunderstandings, di situazioni farsesche per quanto divertenti da raccontare. Al massimo, sommati insieme, fanno una interessante ricerca di mercato. Un esaurimento per Neronda più probabilmente.

Ho fatto del multitasking la mia bandiera in ogni campo. Non sempre per scelta, tenetelo a mente. Sputo battute da avanspettacolo a raffica, per giustificare le mie posizioni. E mi scopro una romanticona.

E vorrei quella cosa che ti rivolta insieme fica e cuore e cervello ( e pure lo stomaco non sta tanto bene, per solidarietà) la vorrei tanto.

 Perché vorrei sentirmi pulita e tranquilla, e non sporca e confusa.

Perché sono stanca e mi domando cos'ho che non va.

Perché sono stufa di essere presa a pezzi come un grazioso assortimento di sushi disposto con arte su un vassoio.

 Perché vorrei che qualcuno avesse il coraggio di pigliarmisi intera. (tanto abbiamo il frigo per conservare gli avanzi, no?!).

Perché non voglio fare male a nessuno. Tantomeno a me stessa.

E infine, signori, perché NON SONO BRAVA IN MATEMATICA.

Neronda spavalda domatrice di jeans.

scritto da neronda il martedì, 12 giugno 2007,19:21
Gnh.... gghhh....mmmpf....gnnnnnnnn!!!!
Ecco, pronti, venghino, siori e siore.... a vedere lo straordinario spettacolo di Neronda la formidabile domatrice di temibili jeans 100 %denim  NON ELASTICIZZATO.
Indovinate cosa sto facendo?! Proprio così, sto domando i miei jeans nuovi. A tal fine è tutto il giorno che assumo le posizioni più tantriche e ginecologiche con i suddetti indosso.
Sono ribelli e spavaldi, ma io lo sono più di loro. E alla fine li sottometterò, sissignore, oh, se li sottometterò (ignnnuk....umpf....).

La prima questione che sicuramente vi porrete se non siete già fuggiti a gambe levate davanti a cotanto spargimento di  sangue è: PERCHE' NERONDA DEVE DOMARE I SUOI JEANS?! PERCHE' NON LIMITARSI AD INDOSSARLI, come pare faccia la maggior parte delle scheletriche pulzelle sul globo terracqueo?!


E' necessario a questo punto enunciare un paio di premesse:
NERONDA NON E' CAPACE DI COMPRARE UN PAIO DI JEANS (perchè la sua natura la porterebbe ad indossare solo miniabiti svolazzanti e microshort inguinali rodati dagli anni).
Neronda sbaglia sempre la taglia, e il modello, e diffida delle commesse come Dottor Jeckyll da Mister Hyde....
Neronda ignora cosa sia una 25 e ragiona in termini di 40.
Neronda al lavoro è stata sollecitata a "coprirsi".
E infine NERONDA E' ANCORA CONVINTA DI ESSERE UNA PERSONA MAGRA, essendo che non prende un chilo dai tempi della prima superiore e allora era definita unanimemente una persona magra.

Succede però che i tempi cambiano. E il denim elasticizzato, per quanto sicuramente una delle invenzioni più democratiche e geniali della storia, viene improvvisamente abbandonato.
La moda vuole metterci alla prova. Il comfort non è contemplato, scusate, si è trattato di un errore, scordatevi il denim elasticizzato. Al massimo un 10%.

Il must oggi è il jeans a giropassera, a sigaretta e con la texture del cilicio di Mademoiselle Jeanne D'arc.
E poi dice "è finita l'era di bustini e crinoline".. Dice "c' è la parità dei sessi". Dice la conquista del pantalone".

Il pantalone trituraclitoride, valido sostituto della tradizionale infibulazione; con questo ritrovato della tecnologia il clitoride si atrofizza, si secca e cade, senza inutile  spargimento di sangue.

Vorrei inoltre sottolineare che Neronda è una donna con la F maiuscola.
F come FICA, FEMMINA, FAVOLOSA E FIANCHI.
SOPRATTUTTO "FIANCHI". Quel dettaglio anatomico boicottato dal sistema. Quella cosa che proprio non riesco a infilare nei jeans, che continua a svettare sopra a questo temibile ordigno del fescionsistem.
Neronda aderisce al MOVIMENTO PER LA TUTELA DEI FIANCHI, senza i quali, dicIamocelo, una "pecorina" è solo uno struscio di ossa che ricorda il vento nel cimitero degli elefanti.

Per tutti questi motivi (il fatto che sono costretta a mettermi i jeans per la pubblica decenza, il fatto che non li so scegliere, il fatto che ho i fianchi) sono qui, intenta in questa impresa.
Sto addomesticando i jeans. Sto contrattando sui centimetri di bonus sul fianco sinistro, attualmente. A gambe incrociate lavoro per fiaccare la sua resistenza. Offro in cambio la continenza del ventre e le gambe sottili.

VEDREMO CHI L'AVRA' VINTA, MARRANI!!!! NERONDA NON E' UNA CHE SI ARRENDE FACILMENTE....

La crisi del blog o L'appagamento sessuale produce banalità.

scritto da neronda il sabato, 09 giugno 2007,12:19

Ebbene si. La crisi del blog. Questo blog è ufficialmente in crisi.

E' in crisi  e si vede. La qualità dei post, se mai di qualità si è potuto parlare, è scesa al minimo storico. Non seguo un filo logico e probabilmente questo è dovuto al dipanarsi illogico e frenetico delle mie giornate.

Non è che di cose non ne succedano. Ne succedono troppe. E l' istinto diaristico- biografico minaccia di prendere il sopravvento assoluto trasformando questo posto nell' ennesima noiosa replica di Melissa P.

Forse ogni blog ha una sua cadenza ciclica, non necessariamente sovrapposta a quella stagionale, e forse adesso qui siamo in bassa stagione. Gli avventori avranno uno sconto sulla prima colazione....

Non ho mai avuto chiaro quale fosse lo scopo o lo stile di questo blog. Il filo conduttore non c'è mai stato, solo una svampita blogger conduttrice, e voi siete in balia dei miei umori.

Il mio cervello è pieno di uomini, come una casa infestata, e il mio corpo è posseduto dall' ormone come Linda Blair nell' "Esorcista".

Sarà la primavera. Che ormai è finita. Sarà l'estate.

Sarà che ogni tanto ci vuole e non chiediamoci perché.

I post che vorrei scrivere vi annoierebbero. Parlano di cose che solo io posso apprezzare, mentre a voi non ve ne può fregare di meno, già lo so.

Vorrei parlare di Miele, il mio Principe Giallo, e di come sono buffi i suoi capelli dritti e ispidi e quasi blu. Di come mi sciolgo mentre mi guarda con la lunga coda dei suoi occhi ammandorlati. Di come sono buffi e dolci i baci "senza naso".

Vorrei parlare del Fedifrago (anche se non dovrei) e di quanto tutto questo sia incomprensibile, e banale, e pericoloso nella sua banalità per nulla romanzesca.

Sto diventando frivola, e svampita, e SECSENDESITI.... ho sempre sostenuto che il blog viene meglio  nella disgrazia, ma questo non vuol dire che la invochi. Anzi.

Vi ho avvertiti. Prima o poi questi post li scrivo. State in guardia.

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Politically incorrect....

scritto da neronda il lunedì, 04 giugno 2007,21:07

" I miei rapporti con il titolare potrebber certo essere considerati alla stregua di una incessante molestia sessuale, ma definire la situazione in questo mdo sarebbe riduttivo. Non si può negare, in effetti che il buon dottore sfrutti ogni possibile occasione, e non sono poche, per strusciarsi furtivamente su di me, incollarmisi da dietro e qualche volta agguantarmi i seni così per scherzo; ma con il tatto che mi contraddistingue, con il mio frizzante senso dell'umorismo e il mio savoir faire sociale e diplomatico, riesco a sfuggire a quelle ricorrenti e scontate palpazioni senza offendere l'amor proprio del dottor Rickliss, sia in veste di maschio sia di datore di lavoro. CHE COS' E' IN FONDO LA MOLESTIA SESSUALE SE NON IL RISULTATO DI UNA SUPERBA PIGNOLERIA ESTETICA PRIVA DI OGNI BARLUME DI CORRETTEZZA POLITICA- PERCHE' IN FONDO SE IL DOTTORE FOSSE APPENA UN PO' PIU' GIOVANE E PIACENTE, MI SAREI DATA A LUI CON GIOIA SINCERA, SULLA SUA POLTRONA ALL'ULTIMO GRIDO."

Alona Kihmi, "Lily la tigre".

Un punto di vista interessante, non trovate?! Politicamente scorretto e stuzzicante.... Mi ha fatto riflettere, mentre dovrei star studiando la condizione delle scrittrici cinesi negli anni Venti e la loro attitudine a scoparsi il nipote di Virginia Woolf.... mia madre mi ha fatto notare sogghignando complice che ho il segno di un morso su un braccio, e io so che è l'innocente e non molestuoso segno di slancio affettivo da parte di un collega gay.... speriamo solo che i compagni di giochi delle gemelle ci credano.... la realtà può superare la fantasia, a volte....