Like a Mary Poppins o Si parte, che il cielo mi protegga.

scritto da neronda il sabato, 18 agosto 2007,21:03
QUI ho parlato di quanto io idolatri Mary Poppins, come icona glamour e figura rappresentativa ante litteram del post femminismo, di quanto mi sembri un bellissimo esempio di femmina libera da legami e da paturnie, che viaggia per il mondo e fa stare tutto ciò che le serve in una borsetta, e trova sempre quello che cerca.

Ecco, devo essermi fatta prendere un po' la mano.

QUI invece parlavo del "qualcosa-sitter": della mia tendenza ad accudire cose altrui.
Piante. Defunti. Fidanzati. Aste su Ebay.

Tre categorie su quattro sono assolutamente innocue. Indovinate qual'è che può essere assolutamente pericolosa?!
Proprio così, tutto quel tempo passato su Ebay mi  rende troppo incline allo shopping.... (risata preregistrata in sottofondo).

D'accordo, siamo seri. Fare la balia ai fidanzati altrui è un ruolo che trascende le mie capacità.
Mi apre troppi interrogativi sull' "abbandono di maggiori" e soprattutto sulla contorta mentalità maschile.

In particolar modo gli interrogativi che mi pongo sono i seguenti (e state buoni, perchè finora non ho mai parlato di questa faccenda, ma quando ce vò ce vò):

- Perchè una storia di sesso non RIMANE MAI TALE?! Perché " Ultimo tango a Parigi" si trasforma in "Casa Vianello" senza che io mi ricordi cosa è successo?! E soprattutto perché il sesso lascia il posto ad antropologicamente interessanti quanto sessualmente frustranti disquisizioni sulla mancata intesa di coppia del suddetto altrui fidanzato?!
Ecco l'ho detto : PERCHE' MAI SI E' MESSO A PARLARE?!
E perchè lo sto a sentire?! Mentre con la descrizione del suo ménage fatto di noia e sesso scadente che spaccia per amore mette in crisi la mia capacità di credere davvero che da qualche parte l' amore possa verificarsi.
Mentre mi mostra ancora una volta il backstage dell' ennesima facciata rispettabile, per l'appunto solo facciata?!

D'accordo, basta così, è quello che dico anche io. Non sono idonea a questo compito di consulente matrimoniale. Incrina il mio distacco ed essere informata sui tubi che perdono in cucina non agevola la mia lubrificazione vaginale.
Dev' essere cambiato il vento, signori.
E io sto preparando i bagagli.
LUNEDI' SI PARTE. MARY POPPINS HA FINITO QUI. (si asciuga una lacrima dissimulata coll' immacolato fazzolettino e si libra in volo aggrappata al fido ombrello, verso nuove avventure).
(Non sono sicura di voler essere per sempre una qualcosa- sitter. Anzi.).

COMUNQUE SI PARTE. BARCELLONA MI ASPETTA.
IL MIO PRIMO VIAGGIO SOLA. SOLO COSE MIE A CUI BADARE. MARY POPPINS VA IN VACANZA.
NON SO QUANDO AGGIORNERO' QUI, SE QUALCUNO VUOLE VENIRE A DARE UN GOCCIO D'ACQUA OGNI TANTO GLI LASCIO LE CHIAVI. A PATTO CHE NON METTA I PIEDI SUL DIVANO....

AUGURATEMI BUONA FORTUNA, E CI SI RISENTE AL RITORNO.....
SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO....


                                             

Inoltre

scritto da neronda il sabato, 11 agosto 2007,12:52
Inoltre vorrei dedicare un piccoli spazio a questo blog appena aperto:

The way of the warrior

un blog che si occupa dei più svariati argomenti della cultura, letteratura e anche grammatica cinese, giapponese e anche un po' coreana, con post sulle arti marziali, la storia della letteratura e i personaggi celebri, e inoltre titoli di testi di riferimento per le lingue.

La neo - blogger ADAWONG è sempre sollecita a rispondere alle mie pedantissime domande sul cinese, il blog  è aggiornato quasi quotidianamente e i post sono  approfonditi e accurati.
Che dire?! Buona lettura ....
categoria:
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

" Muo e la vergine cinese" ovvero Un altro libro con il titolo tradotto male.

scritto da neronda il sabato, 11 agosto 2007,12:43
Infatti il titolo originale francese è " Le complexe de Di" che per altro ha molto più senso e dà tutta un' altra idea del libro.
Il romanzo, che ho testé finito di leggere, è dell' autore cinese ma ormai francesizzato Dai Sijie, che probabilemente conoscete già per " Balzac e la Piccola Sarta cinese".
Ecco a me questa cosa che ci devono mettere per forza l' aggettivo "cinese" nel titolo, nelle traduzioni italiane, sembra estremamente provinciale, come un modo per dire " Ehi, guardate, questo tale CINESE scrive cose CINESI su personaggi CINESI, che altro potrebbe fare un CINESE" . Magari sono io che interpreto male, però "Piccole donne" mica si chiama "Piccole donne AMERICANE" , e "Tre metri sopra il cielo" non è "Tre metri sopra il cielo ITALIANO"!!!!

Lasciando da parte futili plemiche passiamo a cosa ne penso io del LIBRO.
Allora: Muo è un personaggio assolutamente adorabile, con i suoi occhialoni a fondo di bottiglia con le stanghette deformate, la sua fede incrollabile nella psicanalisi, il suo amor cortese per Vulcano della Vecchia Luna, la bella compagna di scuola di vent' anni prima.
Muo è un quarantenne che preserva la verginità per il suo amore, e cerca di procacciare nel frattempo una vergine per corrompere il perverso giudice Di, da cui dipende la scarcerazione della sua amata.
Come nella tradizione cavalleresca, di cui questo libro riprende giocosamente alcuni "topoi" le gesta di Muo sono molteplici, e molteplici gli impedimenti e i colpi di scena, in un romanzo di viaggio/formazione che ricorda i grandi classici della tradizione cinese, come ad esempio il celeberrimo e monumentale "Viaggio in Occidente".
Muo però è un cavaliere sprovveduto, ingenuo, sfigato, bruttino, pavido, un Sancho Panza che per amore si trasforma in Don Chisciotte, e le sue avventure sono esilaranti e rocambolesche, anche se conservano, nella descrizione istantanea e lapidaria della Cina dei nostri giorni, un fondo di tristezza.

Quindi, conclusione, il libro mi è piaciuto moltissimo, molto di più del più celebre " Balzac e la piccola sarta cinese", e ve lo consiglio assolutamente.
Quello che amo di questo autore, e di questo libro, è il modo in cui vengono metabolizzati i topoi della cultura occidentale, assimilati e reimpastati con il retaggio culturale cinese, in un confronto di mentalità che è attuale e stimolante.
categoria: letture, musi gialli
commenti: commenti (popup) | commenti

这 个 日记说 汉语 o Sì, questo blog parla cinese (ma io no).

scritto da neronda il martedì, 07 agosto 2007,17:00
Questo blog parla cinese, a differenza della blogger , però ci sto lavorando. Tutto grazie a QUESTO meraviglioso sito di tools per l' apprendimento del cinese, grazie al quale, con molto pazienza, posso anche chattare in cinese su mns. Volevo rendervi partecipi della mia gioia.
E' molto probabile che la frase scritta in cinese sopra, che nelle mie intenzioni vorrebbe dire "questo blog parla cinese" in realtà non abbia alcun senso.
Per cominciare il dizionario non mi dà la parola "blog", allora ho ripiegato su "rìjì" "diario". E come può un diario "parlare"?! Quindi è probabile che per un cinese questa frase non avrebbe alcun senso. Mi conforta pensare che nessun cinese legga il mio blog.

So che la strada è lunga.
Oggi il mio 老师 和 男朋友 (insegnante nonché "amichetto" maschio) mi ha elargito questo slogan, che va per la maggiore nelle scuole cinesi:


                                       !好好 学习, 天天 向 上!!!!

Ovvero "Studiare  duramente, ogni giorno migliorare".
Ecco.... tra l' altro è anche carino da vedere.... oltre che molto saggio.
Mi dà un pochino di fiducia, sembra.... non è raro che mi sento annegare in un mare di caratteri simili a millepiedi indisciplinati e refrattari ad ogni controllo.
Spesso mi sento stupida e NON ALL' ALTEZZA DELLE MIE AMBIZIONI. che è la cosa più brutta. Desiderare di fare qualcosa, avere la possibilità di farlo e rendersi conto che è troppo difficile/ grande/impegnativo. Significa mettersi alla prova da soli, e le proprie aspettative sono quelle che è più doloroso deludere....
                    

                                       
                                        好好 学习, 天天 向 上!!!!
                                   

E staremo a vedere....

" La natura ambigua dell'amore" o Questo post è spazzatura.

scritto da neronda il domenica, 05 agosto 2007,22:00
Che è il film che ho appena finito di vedere. E anche l' argomento pretenzioso di questo post. QUI  trama e cast del film, in cui compare la mia beneamata Mia Kirschner nel ruolo meraviglioso della mistress- sensistiva Benita. Gli altri attori non credo siano famosi, né il regista.
Il film è un quadro sinottico della ricerca dell'amore, delle strane forme che l' amore prende, delle paure e dei rischi che implica, simboleggiati dal serial killer la cui presenza aleggia fin dall' inizio del film negli onnipresenti televisori accesi, e lo spettro incombente dell' AIDS, menzionato in ogni scena di sesso e ricorrente nelle paure dei protagonisti. I personaggi mettono in scena ognuno un particolare modo di rapportarsi all' amore e alla fiducia, alla ricerca di un completamento in qualcun' altro, alla capacità di lasciarsi andare. C'è il gay che ha deciso di non provare più sentimenti, la ragazza in cerca dell'ammore, la lesbica respinta, il serail killer, il dongiovanni, il gay represso. Ognuno di questi personaggi permette un transfert che ci rende spettatori del nostro stesso modo di concepire l'amore. Tramite meccanismi identificativi e una ampia gamma di "avatar" tra cui scegliere il film ci fa riflettere.

MI ha fatto riflettere. Sulla natura ambigua del mio modo di relazionarmi nei confronti della sfera emotiva e affettiva.
Sto commettendo un sacco di atti scorretti rispetta ad una concezione ecologica dell' amore. Sto inquinando con la mia presenza la sfera affettiva che mi circonda. Commetto una serie di atti gratuiti e promiscui, insensatamente irrispettosi e non riesco a fermarmi.
Davanti a chi mi descrive le sue sensazioni quando è innamorato provo una specie di incredulità. Non credo di avere mai provato niente del genere. Mi piacerebbe molto. Ma non succede.
Mi dibatto oziosamente e uso il sesso per scaricare la sensazione di vuoto. E il sesso è veramente potente, sapete. Può farti stare davvero bene  e convincerti che non ti manca nulla, davvero.
E non ha senso piangere miseria se sono io quella incapace di provare sentimenti.

Ieri sera a una festa mi sono scontrata con un tale, carino. Lui mi guarda mi sorride e mi dice " Ti amo" io gli dico " Anche io" e ci baciamo come in " Via col vento". Aveva la bocca piena di piercing e mi ha fatto male.
A volte ho la sensazione che dell' amore, a me resta sempre in mano il guscio vuoto.
La scatola, i gesti e le parole, mentre quella cosa viva si è seccata, da qualche altra parte, molto lontano da qui.

A un certo punto del film la protagonista femminile- che -cerca- l' ammore- dice al gay- libertino- e -insensibile:

" Racconti tante palle sui tuoi sentimenti che ormai non esistono più".

Può davvero succedere?! Che a forza di raccontarti che non provi niente non provi DAVVERO più niente?!


D'altra parte il problema non sussiste e io sono una donna molto fortunata bla bla, ma sento il bisogno di disseminare le mie scorie emotive e speculative in giro, e quantomeno finché lo faccio nel mio piccolo recinto l' impatto inquinante delle mie riflessioni futili potrà essere ecologicamente sostenibile.



             

Anche oggi.

scritto da neronda il venerdì, 03 agosto 2007,20:10
Anche oggi, come tutti i giorni, nell' andare al lavoro sono passata davanti alnegozio- di- ogni -cosa -della -sorridente -signora- cinese -che -è -convinta -che -io -parli -fluentemente -il -putonghuà.

La Sorridente Signora Cinese eccetera tutti i giorni mi saluta con entusiastici sventolii di braccia, perché una volta le ho detto "Ni hao"....
La Sorridente Signora Cinese è adorabile, davvero.

Anche oggi mi ha apostrofato con entusiasmo nel suo meraviglioso e per me incomprensibile idioma, entusiasmo che non è scemato neanche davanti ai miei balbetti sinofoni ma sintatticamente insensati.
Anche oggi, grazie al mio annuire e ridacchiare ha preservato la convinzione che io capisca tutto quello che dice. Non potrei mai deluderla.

La cosa che più mi conforta è che il suo italiano non è meglio del mio cinese.

Zàijiàn....