Questo post è un po' che dovevo scriverlo, considerato che il libro l' ho terminato da un mese, e, dato che il lunedì è sempre il giorno dei buoni propositi, incominciamo col mettere in atto questo.
Le " Confessioni" di Wanda Von Sacher Masoch dovrebbero essere uno dei più originali e autentici documenti sul
masochismo, tendenza sessuale e sindrome psichiatrica in cui, come tutti ormai sappiamo, la ricerca del dolore coincide con la ricerca del piacere.
Leopold Von Sacher Masoch è l' eponimo di questa particolare sfumatura della sessualità, e il suo manifesto è la " Venere in pelliccia", romanzo che racconta appunto di questa perfida donna impellicciata e del suo schiavo d'amore.
Ecco, la "Venere in pelliccia" sarebbe Wanda. Oppure no.
Ho preso il libro convinta di trovarmi a che fare con l' autobiografia di una spietata mistress, cosa di cui avevo estremamente bisogno in un periodo di rammollimento sentimentale.
Ero convinta di trovarmi a che fare con il racconto della formazione di una delle prime vere dominatrici, di calarmi nella sua indole e trarne un pizzico di beneficio.
Invece no.
Le " Confessioni" sono un libro a strati, estremamente complesso. E' molto difficile inquadrare la verità dei fatti, perchè quello che salta subito all' occhio nel leggere le prime pagine, sia delle " Confessioni" che della " Venere in pelliccia" è come, secondo me, sia Wanda che il marito fossero pessimi scrittori.
La "Venere in pelliccia" è estremamente lezioso e ridondante, quasi ridicolo. E le "Confessioni" sono scrittoe spesso in modo assolutamente superficiale, con salti temporali e anacronismi incredibili.
Dieci anni della vita possono essere descritti in una pagina, e gli stati d'animo della protagonista spesso sono trascurati per approfondire quelli di Leopold, come la moglie li immaginava.
Se ne ricava una impressione strana, in quanto Wanda pare essere un individuo sostanzialmente apatico e privo di particolare personalità, pur trattandosi delle SUE memorie.
Essendo il libro stato inoltre scritto dopo il divorzio, dopo una lunga battaglia legale in cui lei perse in effetti tutti i benefici economici acquisiti nell' aver sposato Leopold, preoccupazione principale di Wanda pare appunto essere il mettere in cattiva luce l' ex marito e porsi assolutamente nella posizione della vittima.
Wanda è quindi, stando al suo racconto, assolutamente disgustata dalle pratiche del marito, nient' altro che l' ennesima moglie virtuosa che si sacrifica per il bene dei figli.
Una Schiava travestita da Padrona, quando sembrerebbe che il vero padrone sia in realtà lui.
Una volta superata la delusione, il libro può rivelarsi un' interessante studio di negazione ed ipocrisia (perchè dal modo enfatico con cui Wanda descrive la sua virtù insozzata è evidente che non sia del tutto sincera) e anche uno studio di manipolazione passivo-aggressiva (come costringere qualcuno a diventare il tuo dominatore, curioso, no?!).
I ricatti affettivi e morali di Sacher Masoch, ammesso che siano reali, sono ingegnosi, giunge fino a riufiutarsi di scrivere e quindi di mantenere la famiglia per ircattare Wanda e costringerla a farsi un amante (amante con il quale casualmente lei fuggirà dopo il divorzio, da tanto che proprio non le piaceva).
E' quasi comico il tono lirico e patetico con cui Wanda racconta come sia stata "costretta" a rivestire i panni della Venere in pelliccia, a trasformarsi in un feticcio bidimensionale e a rinunciare alle sue aspettative di un matrimonio normale.
I coniugi Masoch sono tutto sommato una coppia buffa e simpatica.
La moglie si fa l'amante malvolentieri mentre il marito si fa frustare dalla bambinaia in pelliccia.
Dopo qualche perplessità iniziale ci si abitua al bizzarro stile di Wanda, allo strano sistema di priorità della sua mente (pagine e pagine su un'amica di famiglia per cui è evidente tra le righe che ha avuto un' infatuazione, e due righe dedicate alla morte del figlio maggiore ancora bambino, o alla improvvisa scomparsa della figlia del marito da lei adottata " un giorno, alla fine, Lina non tornò più a casa").
Ci fa sorridere la paziente condiscendenza con cui Wanda indossa orribili pelliccie in agosto e ci racconta del suo imbarazzo, e gli aneddoti purtroppo rari di vita domestica sono forse le parti più gradevoli del libro (l' attaccamento di Leopold per una mosca che volava quotidianamente sul loro tavolo a pranzo, e come la mosca finì inghittita dal cane, e le lacrime di Leopold che taccia la moglie di insensibilità).
A ogni lettura questo testo presenta interessanti elementi, come una specie di giallo, anche se è molto probabile che questi non fossero gli intenti dell' autrice, tutta presa nella sua opera di riabilitazione di sé stessa e diffamazione dell' effettivamente folle marito.
Questa è tuttavia solo una mia lettura, e altro possono vederci altri elementi o arrivare a differenti conclusioni. Mi piacerebbe confrontare le mie opinioni con qualcun' altro che abbia letto il libro, magari potrei arrivare a pensarla in modo completamente diverso.
Quello che è certo è che è un testo da leggere in modo non superficiale, anche perchè stilisticamente mi ha fatto abbastanza schifo....