"Grotesque" o Le sorelle Karamazov in Giappone.

scritto da neronda il mercoledì, 07 gennaio 2009,14:16

Ho appena terminato di leggere questo romanzo:

 

Il libro può incutere un po' di timore da principio, trattandosi di un volume massiccio di quasi novecento pagine.

Natsuo Kirino è una scrittrice poliedrica le cui opere iniziano ad essere tradotte in Italia da pochi anni nonostante sia attiva in Giappone dalla metà degli anni Novanta.

Può essere superficialmente definita una scrittrice di thriller (il suo primo romanzo "Le quattro casalinghe di Tokyo" è attualmente in elaborazione cinematografica ad opera del regista giapponese di "The ring"), ma i suoi romanzi non sono thriller più di quanto non lo sia "Delitto e castigo".

Natsuo Kirino mette in scena sì un' investigazione, ma non si tratta di scoprire l'autore di un crimine. Il crimine e il delitto sono sempre presenti nei suoi romanzi, ma spesso è sempre noto fin dall' inizio il colpevole. Quello che  Kirino analizza è in genere la sensibilità umana al commettere un crimine, il momento di transizione che trasforma la persona "normale" in criminale, la tentazione del crimine e il suo pervadere progressivamente o altre volte del tutto improvvisamente la mente umana.

Natsuo Kirino stende una mappatura della permeabilità della natura umana al male.

I suoi romanzi non sono particolarmente cruenti, non insistono in descrizioni ripugnanti come è spesso tipico del genere, ma descrivono in maniera assolutamente reale e realistica la soggettività dei personaggi.

Veniamo dunque alla trama del romanzo:

"Grotesque" ha per oggetto il rapporto tra due sorelle, la narratrice e le bellissima Yuriko. Tale rapporto è rianalizzato alla luce della morte di quest' ultima, assassinata mentre si stava prostituendo. La stessa sorte colpisce Sato Kazue, una compagna di scuola delle due sorelle, brutta, anoressica e anch' essa prostituta.

Attraverso l' alternarsi delle voci delle tre donne e di quella dell' assassino di Yuroko e Kazue percorriamo l' anatomia di questo crimine.

Ma "Grotesque" è molto di più di questo. La storia delle tre donne è pretesto per Kirino di analizzare i lati più brutalmente gerarchici della società giapponese e muovere una critica sia verso il dogma dell' impegno a tutti i costi che verso la mercificazione del corpo femminile che hanno luogo, seppur contrastanti, in essa.

Kazue, brutta, anoressica e mostruosamente ambiziosa, e Yuriko, abulica, ninfomane e mostruosamente bella, sono le due facce della marginalità sociale che scelgono di estrinsecare vendendo il loro corpo.

Rappresentano però anche i due risvolti dell' ossessione per gli uomini, di cui nessuna delle due può fare a meno, pur odiandole entrambe.

L'odio per gli uomini è una tematica costante che vena sottilmente tutto il romanzo. La narratrice stessa è una donna di mezz'età vergine che mai si è interessata ad esso.

Il vuoto affettivo è un altro elemento presente: nessuno dei personaggi nomina o allude minimamente all' amore, ognuna di loro è una monade persa nelle sue ossessioni e chiusa in un guscio cupo di rancore verso la società

Per tutti questi elementi Kirino mi sembra un po' la versione giapponese di una sorta di Dostoevskij del ventunesimo secolo, e la fitta trama di risentimenti, disperazione e rivalse che si tesse tra le tre protagoniste del romanzo mi ricorda tantissimo " I fratelli Karamazov", mentre il memoriale di Zhang l' assassino è in qualche modo simile ad alcuni elementi di "Delitto e castigo".

Nell' insieme un romanzo che mi ha avvinto fino alla fine facendomi completamente dimenticare del numero di pagine che stavo macinando.