Dove sono stata o Carlo Emilio Gadda re dei blogger.

scritto da neronda il domenica, 22 febbraio 2009,12:40
Prima o poi torno sempre, ricordatevelo. Non ho intenzione di chiudere questo blog, anche se ogni tanto mi capita di scriverci poco, semplicemente perchè mi piace avere un posto dove tornare e perchè so che prima o poi qualcosa da scrivere mi viene.
Mi rendo poi conto che ho bloggato di più quando ero in giro per la Spagna piuttosto che ora che sono sempre stata qui.
Il fatto è che sono stata inghiottita dai libri: i libri che metto in ordine in biblioteca, i libri che vendo o cerco di vendere nei supermercati (tra i surgelati e le casse, ecco lo stand di Neronda la piccola Topa di Biblioteca, accorrete siori a depositarvi in mezzo un fazzoletto moccicoso o la busta di una merendina!!), i libri che leggo (ho finito un altro meraviglioso volume di Natsuo Kirino, "Morbide guance", e sto leggendo "Leggere Lolita a Teheran" cui dedicherò un post a parte), e i libri che devo studiare.
E' così che mi sono imbattuta nell' esimio Carlo Emilio Gadda, scrittore eclettico di cui non avevo letto nulla fino ad esserci costretta per l'università.

Naturalmente l' approccio accademico vuole che si tralascino completamente le opere più mature e compiute dello scrittore, quali "Quer pasticciaccio brutto della via Merulana" e "La cognizione del dolore", in favore di diari che lui non voleva veder pubblicati e racconti di cui in seguito forse si sarà vergognato.
L'idea che una si fa da queste letture è sostanzialmente quella di un nevrotico piagnucoloso completamente privo di autostima ma altresì portato al bozzetto e alla caricatura,nonchè al "viaggio mentale".
E' in questo che trovo l' attualità sorprendente di Gadda: potrà sembrarvi assurdo e forse un po' forzato ma questo rimescolatore di parolacce e apax ed arcaismi non mi sembra tanto distante poi da un JD di "Scrubs", da una Ally McBeals  o da una Bridget Jones, con alcune punte sarcastico-rotocalchistiche degne di "Le malvestite".
Come gli odierni blogger, Gadda ha sì velleità letterarie però si vede affondato in una professione che di artistico non ha nulla: l' ingegnere.
E tuttavia è molto prolifico anche se di fatto non termina o rifinisce quasi nulla, ma eccelle nelle decrizioni baroccheggianti ed ironiche dei fatti della vita quotidiana, nella caricatura, nel bozzetto di costume.

Ora non voglio con questo sminuire sua Lagnosità (se non voleva pubblicare i suoi diari forse c'è un motivo), o neppure elevare globalmente qualunque blogger a potenziale grande scrittore.
Tuttavia approfitto del blog per constatare che la distanza tra noi e Gadda potrebbe non essere così grande ed invalicabile (anche se certe perifrasi magniloquenti su cui sicuramente ha perso fin troppo tempo, poteva pure risparmiarsele), e la riscoperta di questo autore schivo e sfuggente potrebbe riservare delle soddisfazioni.

O forse semplicemente voglio cercare di infliggermi i miei stessi patimenti.

Chissà.