Dovrei dormire.
A confermare per l' ennesima volta, se non l'aveste capito, che sono una che usa il blog solo per sfogarsi nei momenti in cui per l' appunto si sente straripare.
Non riesco a dormire.
A non farmi dormire è la foto sul mio libretto universitario. E mica perché sono venuta male. Cioè, non solo.
Guardo quella foto e non riesco a dormire.
Non sopporto le cose inutili. Le aspettative deluse, accartocciate su se stesse, che mi fanno sentire una fallita.
Quando mi sono iscritta alla seconda laurea in Lingue e Mercati dell' Asia Orientale ero fiera di me.
Ero così fiera di aver superato l'esame di ammissione.
Così fiera di essere arrivata ottava su cento e passa.
Così fiera che finalmente andavo a studiare cinese, che era la cosa che avevo sempre sognato.
Nella foto sul libretto mi brillano gli occhi, ero così orgogliosa di partire per una seconda laurea, mi sentivo così fica.
Mi sentivo fica a studiare e lavorare e fare la pendolare.
Volevo fare una sorpresa ai miei genitori, e dirgli tutto appena avessi superato il primo esame.
Mi sentivo fiera ad andare all'università di nascosto all'alba, frequentare tutto e studiare la notte, non vedevo l'ora di dire loro il primo meraviglioso voto di cinese, a Natale.
Volevo dire a mio padre che si sbagliava, che io il cinese l'avrei imparato davvero.
Invece lui è morto e non ha mai saputo che mi sono iscritta all' università di nuovo. E comunque all'esame di cinese sono stata bocciata.
Dopo un po' di tempo sono tornata all'univesità. Ho dato qualche esame, i più belli e appassionanti.
Un paio di quegli esami sono stati inghiottiti nei meandri informatici dell' Unibo, e sono scomparsi.
E' stato tutto inutile e non riesco più a continuare. Devo semplicemente ammettere che non ci sono riuscita.
Che la persona che sorride, nella foto sul libretto è piena di aspettative che non si sono avverate e non si avvereranno.
Che ora non so più nulla di quello che voglio fare, che non voglio più quello che credevo di volere e che non ho più tutta quella fiducia in me stessa.
Che gli ostacoli mi sembrano al di sopra delle mie capacità e mi sento ogni giorno più ottusa e impotente, e sperduta.
Guardo quel libretto e mi sento profondamente in colpa per la persona che non sono diventata.
Ho paura a progettare qualcosa di nuovo e deludermi di nuovo.
Mi sentirò meglio se restituisco quel libretto?!
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