Neronda à la recherche de l'air du temps perdu....
In questo post, siori e siore cercheremo di mescolare la ricerca di un profumo con l'ansia da status nonché una sterile fantasia sul Principe Azzurro.
Tutto parte dal profumo.
Neronda si sveglia una mattina e decide che ha bisogno di un nuovo profumo. E' finita l' estate e anche il profumo estivo è finito, quindi urge un restyling olfattivo.
Solo da poco Neronda si occupa di profumi, essendo sempre stata un' ingenua dalle più plateali seduzioni.
Da qualche tempo però si compiace di avere un suo marchio di fabbrica olfattivo.
Dopo attente indagini e ricerche di mercato nonché test attitudinali su siti donneschi di consigli di bellezza, Neronda giunge alla conclusione che il profumo per lei ci sia, e sia niente meno che "L' Air du Temps" di Nina Ricci ( QUI la composizione e la storia).
Questo per tutta una serie di motivi:
1) Perché i profumi forti speziati e vanigliati da Vamp l' hanno stufata, quindi Poison è da escludere, come anche tutti quelli che sanno di roba mangereccia tipo Chocolat: ora punteremmo su qualcosa di meno naif....
2) perchè adora i profumi vecchi, veramente vecchi, quelli degli anni Quaranta o anche prima, quelli che fanno tanto diva retrò, quando una poteva essere una donna del tutto sprovvista di autoronia senza incorrere nel biasimo generale, quelli da Grande Horizontale, da femminaccia fatale.
Tra le due cose c'è una sostanziale differenza: i profumi più recenti sono spesso molto forti e con nomi ammiccanti e riferimenti al sesso perché spesso indossati da donne che hanno bisogno di sentirsi dire dal profumo che sono sexy, di un profumo che gridi quello che altrimenti non sanno comunicare in nessun modo.
Neronda si prefigge come scopo di essere diversa, e vuole qualcosa che si limiti a incorniciare quello che di sessuoso lei già cerca di comunicare. Un profumo discreto, insomma e non superficiale. E non più recente degli anni Cinquanta.
L'Air du temps le sembra perfetto, perché spinge a guardare sotto la superficie.
Poi Neronda è una romanticona e si immagina che una sera, quando sarà in giro come di consueto bardata di latex come una principessa guerriera, arriverà un IO-SI-CHE-SO-CHI-SONO-E-SO-ANCHE-COSA-VOGLIO-PROPRIO-TU-SPLENDIDA-FEMMINA e la guarderà ma la annuseràa anche e capirà quello che il profumo vuole dire: guardami, sono una principessa guerriera ma mi metto l' Air du temps perché sotto sotto sono molto dolce e vorrei che qualcuno cogliesse questo messaggio subliminale.
E vissero tutti felici e contenti.
Spinta da queste ragionevolissime motivazioni Neronda inizia a pattugliare profumerie.
Sennonché.... alla terza profumeria arriva la FERALE notizia:
L' AIR DU TEMPS e' FUORI PRODUZIONE. DA ADESSO.
Questo provoca una serie di conseguenze:
1) sensazione triste di anacronismo di Neronda che si sente fuori dal tempo con i suoi profumi, diciamolo, DA VECCHIETTA, che nessuno vuole comprare né tantomeno vendere. Segue un momento di tristezza elegiaca e autocompatente con Neronda seduta su una panchina a testa bassa che riflette su come il mondo pieno di POISON e ANGEL non sia quello che vuole, e come dovevano essere stilosi i Forties....
2) Neronda si riscuote in preda all' ansia da status e pensa: deve essercene ancora un po' in giro e io DEVO AVERLO. Ricomincia a pattugliare l' altra metà delle profumerie finché non si imbatte nell' ultimo, miserrimo flacone di eau de toilette (non la boccetta bella con le colombe, ma un flacone spray molto anni Ottanta) e se lo porta a casa.
La cosa che mi spinge a riflettere è come io mi sia sentita chiamata in causa dalla scomparsa proprio del profumo che volevo, con cui avevo già iniziato ad identificarmi un pochino, e come, prevedibilmente, il sapere che è in estinzione mi abbia spinto a cercarlo con rinnovato vigore.
Peraltro l'eau de toilette è molto leggera e non si sente per un cazzo.
Però la ricerca di un profumo a volte è solo la punta dell' iceberg per più profonde e, diciamolo, avvincenti, riflessioni metafisiche su noi stessi e sui meccanismi che ci portano a desiderare qualcosa o ad identificarci con esso.
La mia ricerca però non è ancora finita e continuerò a cercare di accaparrarmi il profumo vero e proprio, per quanto questo possa sembrare futile e frivolo.
E infine.... parlare di sé stessi in terza persona non è sintomo di follia?!

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