Neronda à la recherche de l'air du temps perdu....

scritto da neronda il lunedì, 15 ottobre 2007,09:56
Curioso minestrone di titolo, vero?! Questo post potrebbe contenere elementi tra loro apparentemente privi di pertinenza, ma come voi ormai saprete sono l' eroina della Mente Ipertestuale.

In questo post, siori e siore cercheremo di mescolare la ricerca di un profumo con l'ansia da status  nonché una sterile fantasia sul Principe Azzurro.

Tutto parte dal profumo.
Neronda si sveglia una mattina e decide che ha bisogno di un nuovo profumo. E' finita l' estate e anche il profumo estivo è finito, quindi urge un restyling olfattivo.
Solo da poco Neronda si occupa di profumi, essendo sempre stata un' ingenua dalle più plateali seduzioni.
Da qualche tempo però si compiace di avere un suo marchio di fabbrica olfattivo.

Dopo attente indagini e ricerche di mercato nonché test attitudinali su siti donneschi di consigli di bellezza, Neronda giunge alla conclusione che il profumo per lei ci sia, e sia niente meno che "L' Air du Temps" di Nina Ricci ( QUI   la composizione e la storia).

Questo per tutta una serie di motivi:
1) Perché i profumi  forti speziati e vanigliati da Vamp l' hanno stufata, quindi Poison è da escludere, come anche tutti quelli che sanno di roba mangereccia tipo Chocolat: ora punteremmo su qualcosa di meno naif....
2) perchè adora i profumi vecchi, veramente vecchi, quelli degli anni Quaranta o anche prima, quelli che fanno tanto diva retrò, quando una poteva essere una donna del tutto sprovvista di autoronia senza incorrere nel biasimo generale, quelli da Grande Horizontale, da femminaccia fatale.

Tra le due cose c'è una sostanziale differenza: i profumi più recenti sono spesso molto forti e con nomi ammiccanti e riferimenti al sesso perché spesso indossati da donne che hanno bisogno di sentirsi dire dal profumo che sono sexy, di un profumo che gridi quello che altrimenti non sanno comunicare in nessun modo.
Neronda si prefigge come scopo di  essere diversa, e vuole qualcosa che si limiti a incorniciare quello che di sessuoso lei già cerca di comunicare. Un profumo discreto, insomma e non superficiale. E non più recente degli anni Cinquanta.
L'Air du temps le sembra perfetto, perché spinge a guardare sotto la superficie.

Poi Neronda è una romanticona e si immagina che una sera, quando sarà in giro come di consueto bardata di latex come una principessa guerriera, arriverà un IO-SI-CHE-SO-CHI-SONO-E-SO-ANCHE-COSA-VOGLIO-PROPRIO-TU-SPLENDIDA-FEMMINA  e la guarderà ma la annuseràa anche e capirà quello che il profumo vuole dire: guardami, sono una principessa guerriera ma  mi metto l' Air du temps perché sotto sotto sono molto dolce e vorrei che qualcuno cogliesse questo messaggio subliminale.
E vissero tutti felici e contenti.

Spinta da queste ragionevolissime motivazioni Neronda inizia a pattugliare profumerie.
Sennonché.... alla terza profumeria arriva la FERALE notizia:

 L' AIR DU TEMPS e' FUORI PRODUZIONE. DA ADESSO.

Questo provoca una serie di conseguenze:

1) sensazione triste di anacronismo di Neronda che si sente fuori dal tempo con i suoi profumi, diciamolo, DA VECCHIETTA, che nessuno vuole comprare né tantomeno vendere. Segue un momento di tristezza elegiaca e autocompatente con Neronda seduta su una panchina a testa bassa che riflette su come il mondo pieno di POISON e ANGEL  non sia quello che vuole, e come dovevano essere stilosi i Forties....

2) Neronda si riscuote in preda all' ansia da status e pensa: deve essercene ancora un po' in giro e io DEVO AVERLO. Ricomincia a pattugliare l' altra metà delle profumerie finché non si imbatte nell' ultimo, miserrimo flacone di eau de toilette (non la boccetta bella con le colombe, ma un flacone spray molto anni Ottanta) e se lo porta a casa.

La cosa che mi spinge a riflettere è come io mi sia sentita chiamata in causa dalla scomparsa proprio del profumo che volevo, con cui avevo già iniziato ad identificarmi un pochino, e come, prevedibilmente, il sapere che è in estinzione mi abbia spinto a cercarlo con rinnovato vigore.

Peraltro l'eau de toilette è molto leggera e non si sente per un cazzo.
Però la ricerca di un profumo a volte è solo la punta dell' iceberg per più profonde e, diciamolo, avvincenti, riflessioni metafisiche su noi stessi e sui meccanismi che ci portano a desiderare qualcosa o ad identificarci con esso.
La mia ricerca però non è ancora finita e continuerò a cercare di accaparrarmi il profumo vero e proprio, per quanto questo possa sembrare futile e frivolo.
E infine.... parlare di sé stessi in terza persona non è sintomo di follia?!


Il vizio della vittima.

scritto da neronda il venerdì, 07 settembre 2007,19:05
Miei cari piccoli e fedeli lettori (in realtà credo che me  ne siano rimasti pochi, e per ovvi motivi) forse avrete dimenticato la mia meravigliosa rassegna di sindromi femminili o meno.
La rassegna includeva la SINDROME DI OBLOMOV, la SINDROME DEL PRURITO DA UNICITA', IL DESIDERIO MIOPE, la SINDROME DI AMELIE e la SINDROME DI CAPPUCCETTO ROSSO.
Mi sa briga mettere i link però trovate tutto sotto il tag sindromi.
Tutto questo per dire che come salterà all'occhio non sono affatto diventata, in un anno, una persona più equilibrata e sana, anzi trotto spensierata verso il baratro della follia come fosse i saldi da Top Shop o H&M.
Perciò oggi vi vado a parlare del perverso meccanismo mentale che spesso si traduce nella già citata SINDROME DI CAPPUCCETTO ROSSO:
Il VIZIO DELLA VITTIMA.

Chiamarlo "masochismo" credo non sia corretto, non è esattamente la stessa cosa.
(Peraltro ho letto la biografia della signora Von Sacher- Masoch e alla lunga quello che emergeva  a mio parere è che la masochista fosse lei, a sopportare un marito così psicotico e rompicazzo, a autoimporsi di restarci insieme e di assecondare le sue manie ai limiti del ridicolo, ma su questo libro scriverò un post apposito.)
Peraltro non bisogna neppure confonderlo con il VITTIMISMO. Chi ha il VIZIO DELLA VITTIMA non è uno che si lamenta sempre di problemi inesistenti, è uno che fa in modo che i problemi CI SIANO per potersene lamentare. Uno che prende la realtà dalla parte della lama.

Il VIZIO DELLA VITTIMA è  un vero e proprio VIZIO, più che una nevrosi o una patologia.
E' come mangiarsi le unghie, o fumare, o scaccolarsi. Una di quelle piccole cose cui non dai importanza, abitudini di per sè minime, marginali, talmente stupide che non dài peso al loro prendere sempre più spazio nella tua vita, finchè non ti accorgi che non puoi farne a meno (chiedetolo all' Anonima Scaccolatori).
Ti senti stupido a essere nervoso perchè stai cercando di non mangiarti le unghie.

Essere vittima è un vizio, a volte (lo so che esistono vittime vere e non consenzienti, però io mi rivolgo ad un' altra categoria).
Un vizio è una cosa di cui ti vergogni ma non riesci a liberarti . Anche se sai che ti nuoce, e nel lungo periodo può nuocere molto, però nel breve periodo ti pare non provocare alcun dànno.
E' il prodotto di una incapacità di anteporre il benessere futuro all' istinto presente. E' una cosa infantile.

Essere vittime può essere una specie di abitudine che non ti scegli, ma a volte è più comodo continuare a cadere, se hai già imparato a farlo, piuttosto che imparare a stare in piedi.
Essere vittime può essere rilassante, la rassegnazione E' rilassante se diventa la divisa del tuo cervello.
Essere vittime diventa così un vizio. Lo fai senza accorgertene, ti metti in posizione da vittima anche se di fronte non hai un carnefice. Ce lo fai diventare, al limite.
C' è bisogno di aiuto, per smettere. Che qualcuno te lo faccia notare, con una botta in testa, al limite : "Guarda lo stai facendo di nuovo!! Ti sei messa in posizione da vittima!!" " Oh scusa, sai, sto cercando di smettere...."

SMETTERE DI ESSERE VITTIME SI PUO'.
(sto ancora cercando di capire come, ma lo slogan c'è).

" La natura ambigua dell'amore" o Questo post è spazzatura.

scritto da neronda il domenica, 05 agosto 2007,22:00
Che è il film che ho appena finito di vedere. E anche l' argomento pretenzioso di questo post. QUI  trama e cast del film, in cui compare la mia beneamata Mia Kirschner nel ruolo meraviglioso della mistress- sensistiva Benita. Gli altri attori non credo siano famosi, né il regista.
Il film è un quadro sinottico della ricerca dell'amore, delle strane forme che l' amore prende, delle paure e dei rischi che implica, simboleggiati dal serial killer la cui presenza aleggia fin dall' inizio del film negli onnipresenti televisori accesi, e lo spettro incombente dell' AIDS, menzionato in ogni scena di sesso e ricorrente nelle paure dei protagonisti. I personaggi mettono in scena ognuno un particolare modo di rapportarsi all' amore e alla fiducia, alla ricerca di un completamento in qualcun' altro, alla capacità di lasciarsi andare. C'è il gay che ha deciso di non provare più sentimenti, la ragazza in cerca dell'ammore, la lesbica respinta, il serail killer, il dongiovanni, il gay represso. Ognuno di questi personaggi permette un transfert che ci rende spettatori del nostro stesso modo di concepire l'amore. Tramite meccanismi identificativi e una ampia gamma di "avatar" tra cui scegliere il film ci fa riflettere.

MI ha fatto riflettere. Sulla natura ambigua del mio modo di relazionarmi nei confronti della sfera emotiva e affettiva.
Sto commettendo un sacco di atti scorretti rispetta ad una concezione ecologica dell' amore. Sto inquinando con la mia presenza la sfera affettiva che mi circonda. Commetto una serie di atti gratuiti e promiscui, insensatamente irrispettosi e non riesco a fermarmi.
Davanti a chi mi descrive le sue sensazioni quando è innamorato provo una specie di incredulità. Non credo di avere mai provato niente del genere. Mi piacerebbe molto. Ma non succede.
Mi dibatto oziosamente e uso il sesso per scaricare la sensazione di vuoto. E il sesso è veramente potente, sapete. Può farti stare davvero bene  e convincerti che non ti manca nulla, davvero.
E non ha senso piangere miseria se sono io quella incapace di provare sentimenti.

Ieri sera a una festa mi sono scontrata con un tale, carino. Lui mi guarda mi sorride e mi dice " Ti amo" io gli dico " Anche io" e ci baciamo come in " Via col vento". Aveva la bocca piena di piercing e mi ha fatto male.
A volte ho la sensazione che dell' amore, a me resta sempre in mano il guscio vuoto.
La scatola, i gesti e le parole, mentre quella cosa viva si è seccata, da qualche altra parte, molto lontano da qui.

A un certo punto del film la protagonista femminile- che -cerca- l' ammore- dice al gay- libertino- e -insensibile:

" Racconti tante palle sui tuoi sentimenti che ormai non esistono più".

Può davvero succedere?! Che a forza di raccontarti che non provi niente non provi DAVVERO più niente?!


D'altra parte il problema non sussiste e io sono una donna molto fortunata bla bla, ma sento il bisogno di disseminare le mie scorie emotive e speculative in giro, e quantomeno finché lo faccio nel mio piccolo recinto l' impatto inquinante delle mie riflessioni futili potrà essere ecologicamente sostenibile.



             

Post da una realtà parallela 2 (perché il primo mi si è perso nella blogosfera).

scritto da neronda il mercoledì, 25 luglio 2007,10:51

Come già saprete sono spersa in un ritiro in montagna, con la sola compagnia del mio cervello iperattivo, le personalità conflittuali delle mie tette, i libri di cinese e Beverly Hills 90210.

E tutto questo metterebbe a disagio anche menti più integre ed equilibrate della mia. Ma il fatto che io qui mi ci senta bene dovrebbe essere indicativo di quanto ero stressata a casa.

Lo so, non dovrei guardare Beverly Hills 90210. Ma il fatto è che mi ha colpito alla sprovvista, come una madeleine che i tempi hanno reso sfacciata come una piazzista.

I jeans a vita alta di Kelly, le camicie scozzesi di Dylan ( e la sua fronte infinita e corrugata), le espadrillas di corda con la zeppa di Valerie, il taglio di capelli di Donna ( la mia miglioramica delle medie Meri se ne fece uno uguale e io la ammiravo molto ma non ebbi mai il coraggio di tosarmi la criniera), tutto questo mi trascina violentemente nei dubbiosi anni 90 (dubbiosi perché non sono ancora abbastanza lontani perché io sappia come valutarli).

Questa esperienza quotidiana di flash back, assommata all' aria pura di qui e al fatto che frequento solo i miei libri di cinese fa sì che io mi senta quanto meno straniata nei confronti della mia esistenza at home.... una sorta di esperienza extracorporea.

Il fatto poi che mi diletto a leggere Philip K. Dick mi porta ad immaginare che in realtà, anche se io mi percepisco qui, a casa sia rimasta una me alternativa, supplente, a gestire i casini aggrovigliati che lo so, mi aspettano là nella canicola. E magari sa fare meglio di me. E' curioso, mi sento sdoppiata e incapace di opporre resistenza a questa faccenda.

Speriamo quantomeno che quella là faccia sesso protetto....

Buona canicola a tutti....

Come riesce ad immaginarsela.

scritto da neronda il venerdì, 13 luglio 2007,17:32

Sono tornata dalla Terra dei Compleanni, anche se ricevo ancora omaggi tardivi.

Tra i commenti con auguri di ieri (grazie a tutti e anche a chi mi ha mandato mail, siete il mio pubblico migliore eccetera....) oggi ho trovato questo che mi ha fatto ridere un sacco e pure un pochino riflettere:

Scrive Primavista:

"Dai 14 anni in poi mi ha sempre scocciato compiere gli anni, crescere, perdere le mie lolitesche attrattive.

Auguri; tra frasi come questa e la foto tremeda che correda il post, a me viene il dubbio che tu sia un uomo di mezz'età che interpreta una donna giovane, così come riesce a immaginarsela… "

Questa frase mi ha per l' appunto fatto ridere però pure un po' pensare.

Non è la prima volta che me lo si dice. Che a sentirmi parlare sembro un uomo, per tante cosa. Salvo che poi appena vedo uno scarafaggio monto su una sedia urlando, però in effetti sono un disastro nel fare il bucato e sono priva di virtù domestiche.

Mi hanno detto che ho una mentalità spesso maschile e brusca. E in effetti molto spesso sono più solidale con lo sciovinismo più trito che con la  sensibilità donnesca, il cui insorgere in me mi sgomenta e turba sempre un sacco.

Sono un ibrido signori. Da sempre gioco con gli stereotipi di genere, mi ci avvoltolo dentro e mi diverto un sacco. E' di stereotipi che stiamo parlando, sono i capisaldi cui mi appiglio nei momenti di confusione sessuale.

Quindi ci sta che io possa sembrare il parto della mente viziosa di un quarantenne sfaccendato. A dire la verità è un' idea che mi piace. Lo trovo vagamente sexy, non

Sono una ragazza che incarna perfettamente i pregiudizi degli uomini sulle donne. Tutto qui. Ed è una cosa che mi fa sorridere, perché è vera....

Sono una post- lolita sopravvissuta ai vezzi da svampita e fieramente arrivata ai 25 anni (però oggi ho comprato gli orecchini di Hello Kitty, tanto per smentirmi subito), cresciuta alimentando le fantasie di una discreta sequela di Humbert Humbert, e abituata a riflettermi nell' immagine che loro avevano di me, sulla quale ho costruito la mia, allora.

Questa cosa mi è rimasta, e mi fa sorridere che si noti pure qui.

Comunque la foto del post precedente non è orrenda, suvvia....

E ora un po' di magia....

scritto da neronda il lunedì, 09 luglio 2007,12:27
In realtà no,, poi. Riemergo dal pallosissimo manuale di antropologia culturale per segnalare che oggi mi sono imbattuta in una nuova frontiera del politcally correct. in effetti "diversamente abile" è un' espressione troppo cruda, direi. Oggi signori, a scaffale ho trovato un libro intitolato " La magia dell' handicap". Sul serio.
Lo so , la tematica è spinosa. E non so effettivamente come mi sentirei al posto di un genitore con un figlio gravemente handicappato. Magari vorrei credere alle favole. Magari cercherei di vedere il bicchiere mezzo pieno, ammesso che ci sia.
O forse però mi sentirei offesa.

 Perché va bene tutto. Ma alla mamma del bambino spastico sordocieco ed epilettico che le racconti?! Che suo figlio non è handicappato, è MAGICO?!

L' I Ching non mi risponde.

scritto da neronda il mercoledì, 04 luglio 2007,13:47
Ho avuto una strana notte. E una strana serata.
Prima di dormire sono rimasta seduta mezz' ora davanti al pc. Volevo scrivere una mail a una specie di ex, a cui penso molto in questi giorni.
Ho incominciato la mail tre volte. Cercavo di dire perché gli stavo scrivendo, ma non ci riuscivo. Cercavo di dirgli che voglio solo sapere come sta ma non voglio turbarlo e spero stia meglio, e mi dispiace perché so di avergli fatto del male.
Poi alla fine ho ultimato la mail. Non l'ho spedita. Ho consultato l' I Ching (si, il libro di Dick non fa che amplificare la mia follia....).
L' I Ching non mi risponde. O sono io che non sono in grado di entrare in sintonia con l' universo. Di capire quello che cerca di dirmi.
Questa cosa dell' I Ching mi piace molto. Il Libro dei mutamenti, il fatto che ogni situazione abbia in sé i semi di quello che seguirà, e stia all' uomo essere duttile e camaleontico.
Il fatto che sia un oracolo che viene dalla preistoria, e tutte quelle storie sul sistema binario, e la molecola del Dna.... mi affascina da sempre.
Ma non mi ricambia. Non mi ritiene degna. Sono troppo impaziente e frettolosa e utilitaristica e infantile nelle mie richieste, e lui non mi risponde.

Sono a cavallo di un mutamento. Di una crepa, di uno smottamento terrestre, di una deriva dei continenti. Voglio solo capire in quale direzione devo andare. Come posso evitare di cadere nel crepaccio. Di estinguermi.

L' I Ching parla di un raccolto. E poi del fuoco, dell' illuminazione. E' tutto molto confuso e io ho questa sensazione di inadeguatezza e di fragilissimo equilibrio che può spezzarsi da un momento all'altro.


Questa notte poi ho sognato mio padre. E' la prima volta che lo sogno da quando è morto. Mia madre e mia sorella lo sognano spesso. Io mai.
Questa notte l' ho sognato. Stava bene, era pure di buon umore. Io però sapevo che era malato e ci salutavamo e la parte semisveglia di me diceva "è l'ultima volta che lo vedi". Tornavo indietro e lo abbracciavo ( non lo facevamo mai) e lui sorrideva e diceva che la terapia stava andando benissimo e che ce l' avrebbe fatta. Poi ho un ricordo confuso dei suoi capelli che cadono e poi mi sono svegliata.

In quel momento non mi ricordavo niente. Pensavo lui fosse in vacanza, assieme a mia madre e mia sorella. Sono una demente. E insensibile.
Ieri ho prestato il suo accappatoio a un amico appena uscito dalla doccia. Senza neanche pensarci. Lui non lo usa più mi sono detta. E mi sono meravigliata perché a volte mi sembra che non sia mai esistito.Mi sono sentita strana e curiosamente insensibile.

Sono piena di bizzare cicatrizzazioni emotive, dentro. Alcune in corso, altre già conclusesi ma pronte a riaprirsi come niente. E' così essere adulti?!
Ho poi la sensazione di non essere veramente qui. Vivo la mia bizzarra vita come un romanzo, senza percepire davvero  i rischi. E mi va bene così. Ma ho paura di quando tornerò a sentire di nuovo. Vorrei restare sempre così. La lettrice partecipe ma al sicuro della mia vita.

Dovrei diffidare dei miei sogni, mi sa. E corteggiare di più l' I Ching.

Come sono arguta (ditemi che lo sono vi prego)

scritto da neronda il giovedì, 21 giugno 2007,10:37
Quesito: quanti dipendenti comunali ci vogliono per avvitare una lampadina?!

-Uno che contatti il perito che faccia la ricerca di mercato per valutare il tipo più appropriato da acquistare,

-uno che contatti lo psicologo che coordini i gruppi di studio sul benessere aziendale volti alla selezione della persona che deve uscire a comprare le suddette lampadine,

-uno che esca effettivamente a comprarle,

-uno che contatti il mediatore che segua il processo di selezione della  persona che dovrà salire sulla sedia e cambiare la lampadina,

-un rappresentante che faccia da portavoce per tutti coloro che non sono d'accordo con questa scelta,

 -uno che alla fine avviti la lampadina,

-un rappresentante che si rivolga al sindacato a nome di questa persona che lamenta di essere sottopagata e costretta a rivestire mansioni che esulano dal suo ruolo.

Infine, una mandria di lavoratori a progetto che ricoprano i ruoli dei dipendenti mentre questi discutono QUESTA SPINOSA QUESTIONE.

Simpatico no?! Ah ah....
In una biblioteca di mia conoscenza c'è questa iniziativa estiva di tenere aperto fino alle 23.30 (ovviamente con personale esterno pagato da fame) affinché gli studenti possano continuare a studiare fino a tardi in vista degli esami.
Questa biblioteca ha uno spazioso cortile interno, con tavoli e ombrelloni per studiare, e un espositore di riviste per chi vuole leggere e prendere il fresco.
Solo che.... non ci sono le luci sotto gli ombrelloni.
I nuovi ombrelloni acquistati di recente, oltre che essere leggerissimi, pertanto inclini a volare via col vento, difficilissimi da chiudere perchè necessitano di una manovella (una sola per tutti e quattro) staccabile e custodita in reception ( e l'addetto reception è zoppo) , dicevo questo ombrelloni nuovi, hanno, in luogo di una lampada fissa, una lampadina a pile che va staccata tutte le sere. Funzionale, no?! Tutte le sere da qui al 15 luglio.
Il problema è che queste lampadine vanno comperate.
E nessuno vuole assumersi il gravoso compito. Nessuno dei 200 dipendenti di questa biblioteca vuole farlo, pare.
E nessuno sa chi dovrebbe farlo, ogni persona a cui mi sono rivolta dice che è qualcun' altro a doverlo fare.

E la biblioteca resta al buio....

Neronda spavalda domatrice di jeans.

scritto da neronda il martedì, 12 giugno 2007,19:21
Gnh.... gghhh....mmmpf....gnnnnnnnn!!!!
Ecco, pronti, venghino, siori e siore.... a vedere lo straordinario spettacolo di Neronda la formidabile domatrice di temibili jeans 100 %denim  NON ELASTICIZZATO.
Indovinate cosa sto facendo?! Proprio così, sto domando i miei jeans nuovi. A tal fine è tutto il giorno che assumo le posizioni più tantriche e ginecologiche con i suddetti indosso.
Sono ribelli e spavaldi, ma io lo sono più di loro. E alla fine li sottometterò, sissignore, oh, se li sottometterò (ignnnuk....umpf....).

La prima questione che sicuramente vi porrete se non siete già fuggiti a gambe levate davanti a cotanto spargimento di  sangue è: PERCHE' NERONDA DEVE DOMARE I SUOI JEANS?! PERCHE' NON LIMITARSI AD INDOSSARLI, come pare faccia la maggior parte delle scheletriche pulzelle sul globo terracqueo?!


E' necessario a questo punto enunciare un paio di premesse:
NERONDA NON E' CAPACE DI COMPRARE UN PAIO DI JEANS (perchè la sua natura la porterebbe ad indossare solo miniabiti svolazzanti e microshort inguinali rodati dagli anni).
Neronda sbaglia sempre la taglia, e il modello, e diffida delle commesse come Dottor Jeckyll da Mister Hyde....
Neronda ignora cosa sia una 25 e ragiona in termini di 40.
Neronda al lavoro è stata sollecitata a "coprirsi".
E infine NERONDA E' ANCORA CONVINTA DI ESSERE UNA PERSONA MAGRA, essendo che non prende un chilo dai tempi della prima superiore e allora era definita unanimemente una persona magra.

Succede però che i tempi cambiano. E il denim elasticizzato, per quanto sicuramente una delle invenzioni più democratiche e geniali della storia, viene improvvisamente abbandonato.
La moda vuole metterci alla prova. Il comfort non è contemplato, scusate, si è trattato di un errore, scordatevi il denim elasticizzato. Al massimo un 10%.

Il must oggi è il jeans a giropassera, a sigaretta e con la texture del cilicio di Mademoiselle Jeanne D'arc.
E poi dice "è finita l'era di bustini e crinoline".. Dice "c' è la parità dei sessi". Dice la conquista del pantalone".

Il pantalone trituraclitoride, valido sostituto della tradizionale infibulazione; con questo ritrovato della tecnologia il clitoride si atrofizza, si secca e cade, senza inutile  spargimento di sangue.

Vorrei inoltre sottolineare che Neronda è una donna con la F maiuscola.
F come FICA, FEMMINA, FAVOLOSA E FIANCHI.
SOPRATTUTTO "FIANCHI". Quel dettaglio anatomico boicottato dal sistema. Quella cosa che proprio non riesco a infilare nei jeans, che continua a svettare sopra a questo temibile ordigno del fescionsistem.
Neronda aderisce al MOVIMENTO PER LA TUTELA DEI FIANCHI, senza i quali, dicIamocelo, una "pecorina" è solo uno struscio di ossa che ricorda il vento nel cimitero degli elefanti.

Per tutti questi motivi (il fatto che sono costretta a mettermi i jeans per la pubblica decenza, il fatto che non li so scegliere, il fatto che ho i fianchi) sono qui, intenta in questa impresa.
Sto addomesticando i jeans. Sto contrattando sui centimetri di bonus sul fianco sinistro, attualmente. A gambe incrociate lavoro per fiaccare la sua resistenza. Offro in cambio la continenza del ventre e le gambe sottili.

VEDREMO CHI L'AVRA' VINTA, MARRANI!!!! NERONDA NON E' UNA CHE SI ARRENDE FACILMENTE....

Politically incorrect....

scritto da neronda il lunedì, 04 giugno 2007,21:07

" I miei rapporti con il titolare potrebber certo essere considerati alla stregua di una incessante molestia sessuale, ma definire la situazione in questo mdo sarebbe riduttivo. Non si può negare, in effetti che il buon dottore sfrutti ogni possibile occasione, e non sono poche, per strusciarsi furtivamente su di me, incollarmisi da dietro e qualche volta agguantarmi i seni così per scherzo; ma con il tatto che mi contraddistingue, con il mio frizzante senso dell'umorismo e il mio savoir faire sociale e diplomatico, riesco a sfuggire a quelle ricorrenti e scontate palpazioni senza offendere l'amor proprio del dottor Rickliss, sia in veste di maschio sia di datore di lavoro. CHE COS' E' IN FONDO LA MOLESTIA SESSUALE SE NON IL RISULTATO DI UNA SUPERBA PIGNOLERIA ESTETICA PRIVA DI OGNI BARLUME DI CORRETTEZZA POLITICA- PERCHE' IN FONDO SE IL DOTTORE FOSSE APPENA UN PO' PIU' GIOVANE E PIACENTE, MI SAREI DATA A LUI CON GIOIA SINCERA, SULLA SUA POLTRONA ALL'ULTIMO GRIDO."

Alona Kihmi, "Lily la tigre".

Un punto di vista interessante, non trovate?! Politicamente scorretto e stuzzicante.... Mi ha fatto riflettere, mentre dovrei star studiando la condizione delle scrittrici cinesi negli anni Venti e la loro attitudine a scoparsi il nipote di Virginia Woolf.... mia madre mi ha fatto notare sogghignando complice che ho il segno di un morso su un braccio, e io so che è l'innocente e non molestuoso segno di slancio affettivo da parte di un collega gay.... speriamo solo che i compagni di giochi delle gemelle ci credano.... la realtà può superare la fantasia, a volte....