The same old story o Neronda si mantiene giovane.

scritto da neronda il giovedì, 02 aprile 2009,19:54

Sapete che potete contare sulla labilità del mio equilibrio mentale, grazie alla quale questo blog sarà sempre aggiornato, in maniera più o meno discutibile.

Se non l'aveste capito sono una tradizionalista. Applico la coerenza solo alle mie abitudini peggiori, con una ricorsività ciclica pari alle stagioni.

Ogni tanto mi piace assumere atteggiamenti che possano invalidare l'errata convinzione di essere maturata, cresciuta. Ogni tanto mi piace lasciarmi prendere dall' insicurezza  e la cavalco come il mio fido destriero verso l' annnientamento personale.

Mi piace ripensare ai dettagli più umilianti della mia esistenza e se possibile ricreare le medesime situazioni proprio come se il tempo non fosse passato.

Che ci volete fare, so come mantenermi giovane.

Mi piace rinunciare completamente al vantaggio preso nel tempo sulle mie debolezze, animare le mie peggiori paure, prendere sottobraccio le mie paranoie, infilare tutte le dita in tutte le piaghe, e battere per giorni dove il dente duole.Non cerco chiodi per scacciare chiodi ma mi rannicchio nel mio malessere e cullo solole parti di me che proprio non vogliono imparare.

Che ci volete fare, so come divertirmi.

Il triangolo NO, non l'avevo considerato (io invece si, pure troppo).

scritto da neronda il mercoledì, 30 gennaio 2008,21:34

Vi aggiorno: il piercing fa ancora male. Domani ho un esame e non sto studiando un cazzo. Mi sento una deficiente che non è capace di tenere le gambe chiuse. Ho la netta consapevolezza di essere triste per il senso di perdita di una persona che non esiste.

Alterno momenti di euroforia a momenti di moscezza totale.

Ma del resto il triangolo è una bella figura. Ha una sua coerenza. Ma se togli un lato (uno QUALUNQUE) restano solo due linee che vanno in due direzioni diverse.

Riflessione.

scritto da neronda il lunedì, 21 gennaio 2008,20:16
Credo che il livello di psicosi di una donna si possa valutare in modo realistico dal numero di test di gravidanza che effettua quando  il ciclo è in ritardo di UN giorno e ha SEMPRE avuto rapporti sessuali PROTETTI.

Cambio di stagione.

scritto da neronda il giovedì, 13 settembre 2007,19:36
E' finita l' estate. Questo detto senza tono lugubre o commiserante. Una semplice constatazione.
Domani ho il famoso esame di cinese, per cui non sono pronta. Lo so. E' anche questa una semplice contatazione.
La terza constatazione è che ho freddo. Un freddo cane. Come se tutto il sangue mi avesse improvvisamente abbandonato per svernare nei paesi caldi alla faccia mia.

Non ha niente a che vedere con il clima fuori, che peraltro è tuttora mite. Niente a che vedere con le giornate che si accorciano.
E' piuttosto qualcosa a proposito dell' allestimento emotivo stagionale.
Mi rendo conto che le mie emozioni estive iniziano ad essere fuori stagione. In questa consapevolezza c' è, si, un po' di rammarico. Nel vedere la mia forma mentis estiva vacanziera e flirtuale seccarsi e cadere scricchiolando, seppur di un bel rosso vivo come una foglia d' acero.
Mi sento come una turista al mare in settembre, quando le spiaggie iniziano inesorabilmente a vuotarsi e la sera a scendere sempre prima. Una bagnante che entra in acqua facendo finta di niente che deve rendersi conto suo malgrado che l' acqua non è più così calda, né fare il bagno più così piacevole.
Per giunta mi sono spinta troppo al largo e ho perso i miei punti di riferimento. E inizio ad avere freddo.

E' così che mi sento. Tutti gli anni cerco sempre di capire quando, e a che cosa è dovuta la mia percezione dei cambi di stagione, perché di fatto è così. C' è sempre, tutti gli anni, un momento preciso in cui mi dico: "Incomincia la primavera, prendi provvedimenti" oppure " E' finita l' estate, copriti.".

Mi sento esattamente così. Nudità fuori luogo e desiderio improvviso di golfino. Di ritirarmi come una specie di lumaca. Di non pensare e di dimenticare l' estate e tutte le cose che sono successe. Mi sento stanca. Ho voglia di conforto. Di tornare a riva , e a casa e bermi una cioccolata calda e dirmi da sola che sono una deficiente a fare il bagno che c' è freddo, e che mi prenderò un malanno.
Di inquadrare quello che sto provando, il freddo che mi agghiaccia le mani, in un modus operandi ciclico ed efficace.

So che non si tratta in realtò della stagione fuori, ma di quella dentro. C' è qualcosa, e lo sento, che si ritira piano piano, deluso e stanco. So anche che tornerà fuori prima o poi, quando verrà il momento. La sua stagione.

Devo proprio cambiare le mie emozioni, signori. Queste mi lasciano troppo scoperta, e mi beccherò un malanno, lo so. Vado a cercare un golfino.

Like a Mary Poppins o Si parte, che il cielo mi protegga.

scritto da neronda il sabato, 18 agosto 2007,21:03
QUI ho parlato di quanto io idolatri Mary Poppins, come icona glamour e figura rappresentativa ante litteram del post femminismo, di quanto mi sembri un bellissimo esempio di femmina libera da legami e da paturnie, che viaggia per il mondo e fa stare tutto ciò che le serve in una borsetta, e trova sempre quello che cerca.

Ecco, devo essermi fatta prendere un po' la mano.

QUI invece parlavo del "qualcosa-sitter": della mia tendenza ad accudire cose altrui.
Piante. Defunti. Fidanzati. Aste su Ebay.

Tre categorie su quattro sono assolutamente innocue. Indovinate qual'è che può essere assolutamente pericolosa?!
Proprio così, tutto quel tempo passato su Ebay mi  rende troppo incline allo shopping.... (risata preregistrata in sottofondo).

D'accordo, siamo seri. Fare la balia ai fidanzati altrui è un ruolo che trascende le mie capacità.
Mi apre troppi interrogativi sull' "abbandono di maggiori" e soprattutto sulla contorta mentalità maschile.

In particolar modo gli interrogativi che mi pongo sono i seguenti (e state buoni, perchè finora non ho mai parlato di questa faccenda, ma quando ce vò ce vò):

- Perchè una storia di sesso non RIMANE MAI TALE?! Perché " Ultimo tango a Parigi" si trasforma in "Casa Vianello" senza che io mi ricordi cosa è successo?! E soprattutto perché il sesso lascia il posto ad antropologicamente interessanti quanto sessualmente frustranti disquisizioni sulla mancata intesa di coppia del suddetto altrui fidanzato?!
Ecco l'ho detto : PERCHE' MAI SI E' MESSO A PARLARE?!
E perchè lo sto a sentire?! Mentre con la descrizione del suo ménage fatto di noia e sesso scadente che spaccia per amore mette in crisi la mia capacità di credere davvero che da qualche parte l' amore possa verificarsi.
Mentre mi mostra ancora una volta il backstage dell' ennesima facciata rispettabile, per l'appunto solo facciata?!

D'accordo, basta così, è quello che dico anche io. Non sono idonea a questo compito di consulente matrimoniale. Incrina il mio distacco ed essere informata sui tubi che perdono in cucina non agevola la mia lubrificazione vaginale.
Dev' essere cambiato il vento, signori.
E io sto preparando i bagagli.
LUNEDI' SI PARTE. MARY POPPINS HA FINITO QUI. (si asciuga una lacrima dissimulata coll' immacolato fazzolettino e si libra in volo aggrappata al fido ombrello, verso nuove avventure).
(Non sono sicura di voler essere per sempre una qualcosa- sitter. Anzi.).

COMUNQUE SI PARTE. BARCELLONA MI ASPETTA.
IL MIO PRIMO VIAGGIO SOLA. SOLO COSE MIE A CUI BADARE. MARY POPPINS VA IN VACANZA.
NON SO QUANDO AGGIORNERO' QUI, SE QUALCUNO VUOLE VENIRE A DARE UN GOCCIO D'ACQUA OGNI TANTO GLI LASCIO LE CHIAVI. A PATTO CHE NON METTA I PIEDI SUL DIVANO....

AUGURATEMI BUONA FORTUNA, E CI SI RISENTE AL RITORNO.....
SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO....


                                             

" La natura ambigua dell'amore" o Questo post è spazzatura.

scritto da neronda il domenica, 05 agosto 2007,22:00
Che è il film che ho appena finito di vedere. E anche l' argomento pretenzioso di questo post. QUI  trama e cast del film, in cui compare la mia beneamata Mia Kirschner nel ruolo meraviglioso della mistress- sensistiva Benita. Gli altri attori non credo siano famosi, né il regista.
Il film è un quadro sinottico della ricerca dell'amore, delle strane forme che l' amore prende, delle paure e dei rischi che implica, simboleggiati dal serial killer la cui presenza aleggia fin dall' inizio del film negli onnipresenti televisori accesi, e lo spettro incombente dell' AIDS, menzionato in ogni scena di sesso e ricorrente nelle paure dei protagonisti. I personaggi mettono in scena ognuno un particolare modo di rapportarsi all' amore e alla fiducia, alla ricerca di un completamento in qualcun' altro, alla capacità di lasciarsi andare. C'è il gay che ha deciso di non provare più sentimenti, la ragazza in cerca dell'ammore, la lesbica respinta, il serail killer, il dongiovanni, il gay represso. Ognuno di questi personaggi permette un transfert che ci rende spettatori del nostro stesso modo di concepire l'amore. Tramite meccanismi identificativi e una ampia gamma di "avatar" tra cui scegliere il film ci fa riflettere.

MI ha fatto riflettere. Sulla natura ambigua del mio modo di relazionarmi nei confronti della sfera emotiva e affettiva.
Sto commettendo un sacco di atti scorretti rispetta ad una concezione ecologica dell' amore. Sto inquinando con la mia presenza la sfera affettiva che mi circonda. Commetto una serie di atti gratuiti e promiscui, insensatamente irrispettosi e non riesco a fermarmi.
Davanti a chi mi descrive le sue sensazioni quando è innamorato provo una specie di incredulità. Non credo di avere mai provato niente del genere. Mi piacerebbe molto. Ma non succede.
Mi dibatto oziosamente e uso il sesso per scaricare la sensazione di vuoto. E il sesso è veramente potente, sapete. Può farti stare davvero bene  e convincerti che non ti manca nulla, davvero.
E non ha senso piangere miseria se sono io quella incapace di provare sentimenti.

Ieri sera a una festa mi sono scontrata con un tale, carino. Lui mi guarda mi sorride e mi dice " Ti amo" io gli dico " Anche io" e ci baciamo come in " Via col vento". Aveva la bocca piena di piercing e mi ha fatto male.
A volte ho la sensazione che dell' amore, a me resta sempre in mano il guscio vuoto.
La scatola, i gesti e le parole, mentre quella cosa viva si è seccata, da qualche altra parte, molto lontano da qui.

A un certo punto del film la protagonista femminile- che -cerca- l' ammore- dice al gay- libertino- e -insensibile:

" Racconti tante palle sui tuoi sentimenti che ormai non esistono più".

Può davvero succedere?! Che a forza di raccontarti che non provi niente non provi DAVVERO più niente?!


D'altra parte il problema non sussiste e io sono una donna molto fortunata bla bla, ma sento il bisogno di disseminare le mie scorie emotive e speculative in giro, e quantomeno finché lo faccio nel mio piccolo recinto l' impatto inquinante delle mie riflessioni futili potrà essere ecologicamente sostenibile.



             

Come riesce ad immaginarsela.

scritto da neronda il venerdì, 13 luglio 2007,17:32

Sono tornata dalla Terra dei Compleanni, anche se ricevo ancora omaggi tardivi.

Tra i commenti con auguri di ieri (grazie a tutti e anche a chi mi ha mandato mail, siete il mio pubblico migliore eccetera....) oggi ho trovato questo che mi ha fatto ridere un sacco e pure un pochino riflettere:

Scrive Primavista:

"Dai 14 anni in poi mi ha sempre scocciato compiere gli anni, crescere, perdere le mie lolitesche attrattive.

Auguri; tra frasi come questa e la foto tremeda che correda il post, a me viene il dubbio che tu sia un uomo di mezz'età che interpreta una donna giovane, così come riesce a immaginarsela… "

Questa frase mi ha per l' appunto fatto ridere però pure un po' pensare.

Non è la prima volta che me lo si dice. Che a sentirmi parlare sembro un uomo, per tante cosa. Salvo che poi appena vedo uno scarafaggio monto su una sedia urlando, però in effetti sono un disastro nel fare il bucato e sono priva di virtù domestiche.

Mi hanno detto che ho una mentalità spesso maschile e brusca. E in effetti molto spesso sono più solidale con lo sciovinismo più trito che con la  sensibilità donnesca, il cui insorgere in me mi sgomenta e turba sempre un sacco.

Sono un ibrido signori. Da sempre gioco con gli stereotipi di genere, mi ci avvoltolo dentro e mi diverto un sacco. E' di stereotipi che stiamo parlando, sono i capisaldi cui mi appiglio nei momenti di confusione sessuale.

Quindi ci sta che io possa sembrare il parto della mente viziosa di un quarantenne sfaccendato. A dire la verità è un' idea che mi piace. Lo trovo vagamente sexy, non

Sono una ragazza che incarna perfettamente i pregiudizi degli uomini sulle donne. Tutto qui. Ed è una cosa che mi fa sorridere, perché è vera....

Sono una post- lolita sopravvissuta ai vezzi da svampita e fieramente arrivata ai 25 anni (però oggi ho comprato gli orecchini di Hello Kitty, tanto per smentirmi subito), cresciuta alimentando le fantasie di una discreta sequela di Humbert Humbert, e abituata a riflettermi nell' immagine che loro avevano di me, sulla quale ho costruito la mia, allora.

Questa cosa mi è rimasta, e mi fa sorridere che si noti pure qui.

Comunque la foto del post precedente non è orrenda, suvvia....

Sesso: istruzioni per l' uso?!

scritto da neronda il giovedì, 05 luglio 2007,00:42
Il punto interrogativo è dovuto al fatto che non ce le ho, io, le istruzioni per l'uso.
E non mi riferisco certo a come portare a termine un rapporto.
Quello che vorrei è "delimitare" il sesso. Definirne il raggio di azione.
La pratica reiterata e continuativa, e tuttavia diversificata fa si che io constati sempre più che il sesso ha un' enorme sfera di influenza.
Sia che sia buon sesso, e allora mette di buon umore, "lubrifica" i rapporti interpersonali, nutre l' autostima, fa bene alla pelle.
E se è cattivo sesso la vita te la rovina, mina la tua sicurezza, il tuo senso di te rendendoti relazionalmente circospetto.
Ma soprattutto il sesso si traveste da altre cose. Sconfina in ambiti che non gli competono. Diventa tenerezza, complicità, cameratismo.
Mi direte "ma il sesso E' tutte queste cose".
Non sempre, signori.
Ci sono momenti, e situazioni, in cui il sesso dovrebbe essere solo atto sessuale, ginnastica erotica scacciapensieri. Frizione, pressione, sfregamento e struscio.
Nient' altro che gesti di una piacevolezza fine a sé stessa e liberatoria.
Perché, signori, invece, il sesso deve essere così infido?! Creare legami amorfi e insinuanti e pericolosi?!

Fare sesso con la stessa persona anche per un periodo breve mi crea un legame. Non c'è niente da fare. Per quanto il legame non abbia nessuna ragione di esistere, e neanche un nome.

Non dovremmo parlare. Non dovresti farmi vedere pezzetti della tua vita a tradimento. Vita con la quale io non avrò mai niente a che fare.
Non dovresti baciarmi e abbracciarmi anche dopo, né guardarmi negli occhi e sorridermi.
Dovresti rituffarti nella tua vita che non mi riguarda così rapidamente da uscirmi dalla memoria.
Perché così proprio non va.

Come si delimita il sesso?! Come si esorcizzano le sue smanie "espansioniste"?!
E infine, se chiodo scaccia chiodo allora la vera pace spirituale è quella del fachiro?!

L'amore è come il punto G o Riflessioni riordinando l'armadio.

scritto da neronda il lunedì, 25 giugno 2007,00:28
Di domenica si fanno quelle cose che durante la settimana non si può. Io ho dormito quasi tutto il giorno (e comunque ho ancora sonno).
E poi ho messo in ordine l'armadio. Che non è cosa da poco se si ha un armadio come il mio. Le portiere gemono sotto l'urto dei vestiti, e ogni tanto si aprono e cade giù qualcosa. Quindi s'ha da fare. E si fa.

Dieci anni di shopping, dentro questo armadio, con i miei disegni delle medie sulle portiere. Vestiti improbabili, e davvero mi dispiace, ma vi devo buttare. Ho sempre fatto una fatica incredibile a buttare le cose, avendo come l' impressione che ci fosse attaccato un pezzo della mia vita/ delle mie vite.
Specie i vestiti. Non sono vestiti, sono costumi. Sono la cosa a cui mi sono più aggrappata in questi anni. Per darmi una forma. Un carattere, un contorno. Perchè non ce li ho, e questo mio essere amorfa mi spaventa. Risolvo il tutto in una montagna di vestiti.
Ho vuotato tutti i vestiti sul pavimento. Una montagna di stoffe colorate e nere. Ci affondavo fino alle ginocchia. Ho vuotato tutto. Cassetti, armadio. Tutto per terra.
Ogni capo che prendevo in mano mi regalava un flash. Quella volta che ho forcato la scuola per andare a taccheggiare nei grandi magazzini e sono finita ai giardinetti con una birra in mano (rubata pure quella e a me la birra non piace neanche).
Quella gonna che al mio ex gli faceva cagare perché era colorata e lui si vestiva solo di nero.
I jeans a vita alta mioddio.

Insomma tutto il pomeriggio in mezzo  a questi flash, come la Piccola Fiammiferaia coi cerini....

Riflettevo così sul fatto che dietro ai miei vestiti c'è sempre o quasi il fatto di piacere a un uomo. O di non sapere se gli piaccio e dover far shopping per consolarmi. Di decidere che basta uomini divento lesbica.
E tutti quei vestiti sono come la materializzazione delle fasi che ho attraversato, di quello di cui ero convinta e tutte le volte che ho cambiato idea.
Annusandoli e affondandoci la faccia mi ricordo chi mi piaceva, che tipo di uomo cercavo/ avevo, che tipo di ragazza volevo sembrare.... insomma una montagna di riflessioni sul sesso, e l' amore.

Sapete come la penso sull' amore. Che non ci credo, che è tutta una montatura della cultura occidentale e molto spesso si tratta di una degenerazione di un desiderio frustrato.
Ma non solo.
L' amore, signori, è come il punto G.

L'innamoramento è come l'orgasmo vaginale. Tutte le persone per convenzione danno un nome unico a esperienze totalmente diverse, contrastanti, inconcialibili. Per poterne parlare, per delimitare il fenomeno.
Il punto G è come l'amore. Non si sa se esiste, di preciso, né dove si trova. Ma tutti lo cercano per via delle promesse di godimento/benessere insite nel filone mitologico che lo accompagna.

E' di mitologia che stiamo parlando. Una mitologia buona e volta al miglioramento della qualità               dell' individuo, come tuttte le mitologia erano in origine.
Una mitologia che ha la sua consacrazione letteraria nel " De rerum natura". E' probabilemente  Lucrezio il primo a cercare di sistematizzare l' amore, parlando della sua storia, dei suoi benefici e delle sue degenerazioni in follia passionale. L'amore. Qualcosa di inconfutabile, delimitato e circoscritto. Da Lucrezio in poi.

Per la sistematizzazione del punto G bisogna aspettare gli anni '50 e l'eponimo signor Grafenberg, ma si narrava della sua leggendaria esistenza fin dai tempi più remoti. E' un mito trasversale a oriente e occidente. Come l'amore.
Queste mitologie hanno l'intento di spronare l'ndividuo alla ricerca. Di regalargli delle ambizioni. Di aprirgli degli orizzonti, o di confinarlo nell'eterna insoddisfazione, se utilizzate in modo inappropriato.

Bisogna avere fede nel punto G, signori. Ma non bisogna permettergli di rovinarti la vita. Col suo essere perfetto e irraggiungibile, con le sue promesse di piacere ineguagliabile. Non deve far sbiadire il piacere che abbiamo, ma solo fornirci la spinta per cercare di meglio. Per perfezionarci, forse.

Bisogna avere fede nell'amore, signori. Ma non bisogna permettergli di rovinarti la vita. Col suo essere perfetto e irraggiungibile, con le sue promesse di armonia e intesa ineguagliabile. Non deve far sbiadire la tenerezza e la complicità che abbiamo, ma solo fornirci la spinta per cercare di essere migliori. Per perfezionarci, forse.


Leggendo questo  post un lettore superficiale potrebbe pensare che la sottoscritta non creda nel punto G. O nell' amore. E non li cerchi.

Il fatto è che se poi qualcuno ti trova il punto G, poi cominci a pensare che forse anche  l' amore....

Postilla all post precedente o Il revisionisrmo è il nuovo must.

scritto da neronda il domenica, 17 giugno 2007,10:53

A cui non metto più mano per amore della sincerità. Però mi rileggo e penso: ma chi cazzo sono?!

Chi cazzo sono per starmene qui a fare la ragioniera dei sentimenti, a fare i conti in tasca a tutti i miei organi e a tirar giù bilanci di ogni sfera emotiva e sessuale della mia vita....

Se la matematica mi fa schifo, perché la eleggo a chiave interpretativa della mia vita?! Perché ragiono come un manager pagato a provvigione?!Perché sono così schifosamente calcolatrice?!

La verità è che è l' uomo a creare i suoi dei. E se la mia fede nella matematica vacilla, forse è un credo inadeguato in questo momento. Forse dovrei convertirmi a qualcos'altro. Tipo credere in me stessa.