Di domenica si fanno quelle cose che durante la settimana non si può. Io ho dormito quasi tutto il giorno (e comunque ho ancora sonno).
E poi ho messo in ordine l'armadio. Che non è cosa da poco se si ha un armadio come il mio. Le portiere gemono sotto l'urto dei vestiti, e ogni tanto si aprono e cade giù qualcosa. Quindi s'ha da fare. E si fa.
Dieci anni di shopping, dentro questo armadio, con i miei disegni delle medie sulle portiere. Vestiti improbabili, e davvero mi dispiace, ma vi devo buttare. Ho sempre fatto una fatica incredibile a buttare le cose, avendo come l' impressione che ci fosse attaccato un pezzo della mia vita/ delle mie vite.
Specie i vestiti. Non sono vestiti, sono costumi. Sono la cosa a cui mi sono più aggrappata in questi anni. Per darmi una forma. Un carattere, un contorno. Perchè non ce li ho, e questo mio essere amorfa mi spaventa. Risolvo il tutto in una montagna di vestiti.
Ho vuotato tutti i vestiti sul pavimento. Una montagna di stoffe colorate e nere. Ci affondavo fino alle ginocchia. Ho vuotato tutto. Cassetti, armadio. Tutto per terra.
Ogni capo che prendevo in mano mi regalava un flash. Quella volta che ho forcato la scuola per andare a taccheggiare nei grandi magazzini e sono finita ai giardinetti con una birra in mano (rubata pure quella e a me la birra non piace neanche).
Quella gonna che al mio ex gli faceva cagare perché era colorata e lui si vestiva solo di nero.
I jeans a vita alta mioddio.
Insomma tutto il pomeriggio in mezzo a questi flash, come la Piccola Fiammiferaia coi cerini....
Riflettevo così sul fatto che dietro ai miei vestiti c'è sempre o quasi il fatto di piacere a un uomo. O di non sapere se gli piaccio e dover far shopping per consolarmi. Di decidere che basta uomini divento lesbica.
E tutti quei vestiti sono come la materializzazione delle fasi che ho attraversato, di quello di cui ero convinta e tutte le volte che ho cambiato idea.
Annusandoli e affondandoci la faccia mi ricordo chi mi piaceva, che tipo di uomo cercavo/ avevo, che tipo di ragazza volevo sembrare.... insomma una montagna di riflessioni sul sesso, e l' amore.
Sapete come la penso sull' amore. Che non ci credo, che è tutta una montatura della cultura occidentale e molto spesso si tratta di una degenerazione di un desiderio frustrato.
Ma non solo.
L' amore, signori, è come il
punto G.
L'innamoramento è come l'orgasmo vaginale. Tutte le persone per convenzione danno un nome unico a esperienze totalmente diverse, contrastanti, inconcialibili. Per poterne parlare, per delimitare il fenomeno.
Il punto G è come l'amore. Non si sa se esiste, di preciso, né dove si trova. Ma tutti lo cercano per via delle promesse di godimento/benessere insite nel filone mitologico che lo accompagna.
E' di mitologia che stiamo parlando. Una mitologia buona e volta al miglioramento della qualità dell' individuo, come tuttte le mitologia erano in origine.
Una mitologia che ha la sua consacrazione letteraria nel " De rerum natura". E' probabilemente Lucrezio il primo a cercare di sistematizzare l' amore, parlando della sua storia, dei suoi benefici e delle sue degenerazioni in follia passionale. L'amore. Qualcosa di inconfutabile, delimitato e circoscritto. Da Lucrezio in poi.
Per la sistematizzazione del punto G bisogna aspettare gli anni '50 e l'eponimo signor Grafenberg, ma si narrava della sua leggendaria esistenza fin dai tempi più remoti. E' un mito trasversale a oriente e occidente. Come l'amore.
Queste mitologie hanno l'intento di spronare l'ndividuo alla ricerca. Di regalargli delle ambizioni. Di aprirgli degli orizzonti, o di confinarlo nell'eterna insoddisfazione, se utilizzate in modo inappropriato.
Bisogna avere fede nel punto G, signori. Ma non bisogna permettergli di rovinarti la vita. Col suo essere perfetto e irraggiungibile, con le sue promesse di piacere ineguagliabile. Non deve far sbiadire il piacere che abbiamo, ma solo fornirci la spinta per cercare di meglio. Per perfezionarci, forse.
Bisogna avere fede nell'amore, signori. Ma non bisogna permettergli di rovinarti la vita. Col suo essere perfetto e irraggiungibile, con le sue promesse di armonia e intesa ineguagliabile. Non deve far sbiadire la tenerezza e la complicità che abbiamo, ma solo fornirci la spinta per cercare di essere migliori. Per perfezionarci, forse.
Leggendo questo post un lettore superficiale potrebbe pensare che la sottoscritta non creda nel punto G. O nell' amore. E non li cerchi.
Il fatto è che se poi qualcuno ti trova il punto G, poi cominci a pensare che forse anche l' amore....